Reggio Emilia, arrestati al casello due corrieri di metanfetamina: erano diretti in via Eritrea
Gli spacciatori, entrambi nigeriani, sono stati scoperti durante un controllo al casello autostradale. Avevano droga per 50mila euro e provenivano da Verona
REGGIO EMILIA. Altri due migranti nigeriani trovati in possesso di un rilevante quantitativo di droga. Non marijuana ma metanfetamina, della qualità più pura e pregiata. Un arresto, quello eseguito dalla squadra Volanti della polizia reggiana, che dimostra ancora una volta come le organizzazioni criminali nigeriane abbiamo acquisito in città un ruolo predominante nel mercato della spaccio di sostanze stupefacenti.
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I due nigeriani sono usciti dal casello autostradale a bordo della loro Opel Vectra color grigio verso le 6 di mattina, solo per essere immediatamente fermati dagli agenti delle Volanti.
In possesso del passeggero, il 24enne Daniel O. C., gli agenti hanno trovato mezzo chilo di metanfetamina divisa in due sacchetti. Il primo, il più piccolo, era custodito dentro uno dei suoi calzini. Il secondo, delle dimensioni di una noce di cocco, dentro gli slip.
Il conducente invece, Maichol U. O. classe ’54, aveva quattro telefoni cellulare che, secondo gli inquirenti, erano utilizzati per tenersi in contatto con i clienti e gli altri membri dell’organizzazione criminale. La metanfetamina, dopo un rapido controllo, si è rivelata appartenere alla pregiatissima qualità denominata Shabu. Immessa sul mercato, avrebbe fruttato circa 50mila euro.
Il ritrovamento di un biglietto del treno ha poi permesso di ricostruire gli spostamenti della coppia di trafficanti. Il più giovane dei due, durante la notte precedente, si era spostato con un regionale da Nogara, piccolo paesino vicino Verona, fino a Vicenza.
Qui ad attenderlo c’era il 58enne, che lo ha caricato a bordo dell’auto di sua proprietà. Grazie alla destinazione impostata sul navigatore satellitare, si è poi scoperta anche la meta dei due: via Eritrea, in zona stazione. Ora le indagini passeranno in mano alla squadra Mobile, mentre i nigeriani sono stati portati in carcere in attesa della convalida dell’arresto.
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