«Sì al patto delle cicogne e Venturi si dimetta»
Castelnovo: il comitato Di.Na.Mo. risponde all’appello del Movimento 5 Stelle Richiesta al sindaco: «Chiusura punto nascite, sia il Comune a fare ricorso al Tar»
CASTELNOVO MONTI. «Il comitato Di.Na.Mo. (Diritto di nascere in montagna) accoglie con entusiasmo la proposta, lanciata dai parlamentari del M5S, il “Patto della Cicogna” per la riapertura immediata dei punti nascite nelle aree disagiate e di montagna». Sta trovando terreno fertile la proposta dei parlamentari pentastellati per avviare una sorta di operazione collettiva tra parlamentari per arrivare a un risultato condiviso: la riapertura dei punti nascite della montagna. Incassano l’ok del sindaco Enrico Bini, ma anche del comitato Di.Na.Mo. «Pensiamo che sia una proposta di buon senso che possa dare al nostro territorio delle risposte reali dopo tante parole e promesse che hanno solo generato una situazione di insicurezza e disagio per le donne che devono partorire, privando i loro figli del diritto di nascere in montagna – si legge in una nota del comitato –. Siamo altresì stupiti della reazione del nostro sindaco sul fatto che dovremmo essere noi cittadini a fare fronte alle spese legali per una eventuale richiesta di riapertura del punto nascita di Castelnovo Monti. Uno dei nostri legali, che ci seguono a titolo gratuito, aveva già provato a spiegare al sindaco che i cittadini non sono legittimati a impugnare una serie di atti amministrativi, mentre è proprio il Comune che potrebbe ricorrere al Tar se pensa che la decisione presa dalla regione sia ingiusta».
«Vogliamo ricordare che il nostro ospedale non è più una struttura indipendente, ma dal giugno 2017 per via di una delibera di giunta della regione Emilia Romagna è stato accorpato al Santa Maria di Reggio Emilia e quindi la decisione di chiusura presa sulla base del numero minimo di sicurezza, indicato in 500 parti all’anno, non ha motivo di esistere. Infatti il personale medico che dovrebbe operare a Castelnovo è lo stesso dipendente dal Santa Maria e quindi con esperienza sufficiente per garantire la sicurezza delle partorienti come da direttiva nazionale».
«In ogni caso siamo veramente felici che il sindaco abbia accolto con favore il Patto e speriamo che faccia pressione ai parlamentari del partito che rappresenta, o che lo sostiene, così come sulla giunta regionale con atti ufficiali affinché rivedano l’errore fatto e provvedano subito alla riapertura del punto nascite di Castelnovo. Infine, speriamo che tutte le rappresentanze politiche del nostro Comune trovino la quadra e chiedano con atto ufficiale e unitario le dimissioni dell’assessore alla sanità Venturi che si è rivelato inadeguato al ruolo ricoperto con le decisioni prese. Adesso basta moine, chi ha sbagliato paghi e chi ci governa faccia la sua parte».
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