Uccide la moglie e si suicida
Fulvia Maria Baroni, 63 anni, era malata da tempo. L’uomo ha lasciato due biglietti
CASALGRANDE. La tragedia irrompe alle 6.30 del mattino, con il corpo a terra di un uomo di 71 anni. Sembra un malore, agli occhi dei vicini che accorrono per soccorrerlo. Ma è tutto inutile: per lui non c’è niente da fare. Ma è solo parte di una verità che lentamente, con il passare delle ore, viene messa a fuoco: nell’appartamento al terzo piano, nella sua stanza da letto, giace la moglie dell’uomo, ammalata. Non dorme, come si crede in un primo momento. È morta. Uccisa dal marito e compagno di una vita.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16679198:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2018/04/06/news/trovato-morto-in-strada-aveva-appena-ucciso-la-moglie-malata-1.16679198]]
Omicidio-suicidio, ieri mattina a Casalgrande. È questa l’ipotesi formulata dai carabinieri e sulla quale sta lavorando la Procura per spiegare la morte di Luigi Marazzi, 72 anni da compiere a luglio, e della moglie Fulvia Maria Baroni, 63: lei uccisa con un corpo contundente non ancora trovato, lui morto per i traumi riportati da una caduta dall’alto. Una doppia tragedia che ha sconvolto il cuore del paese. È qui, a due passi del municipio, che da 40 anni vivevano marito e moglie. È qui che venerdì 6 aprile sono stati scoperti senza vita.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.16686994:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16686994:1649786458/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il primo a essere trovato è l’uomo. Sono i vicini che si sono alzati di buonora per andare al lavoro a fare la terribile scoperta, ai piedi del palazzina di via Botte 8/B. Chiamano il 118. Sul posto arrivano l’ambulanza e l’automedica. Il personale sanitario pratica il massaggio cardiaco: sono le ultime disperate manovre per cercare di rianimare l’uomo. Non bastano. E sul corpo senza vita dell’anziano viene fatto calare il telo bianco. Ma per il personale sanitario è un malore. Non c’è sangue a terra, niente che faccia immaginare quello che con orrore viene scoperto qualche ora più tardi. Qualcuno avverte una cara amica della famiglia Marazzi, che accorre in attesa che da Fogliano possano intanto giungere il genero e la figlia della coppia, Tania. Da quello che riferiscono i vicini di casa, la donna, che ha le chiavi, apre l’appartamento, getta un occhio nella stanza da letto in penombra. Vede la sagoma di Fulvia nel letto, le coperte rimboccate; pensa che stia ancora dormendo. Invece, è stato l’ultimo gesto per lei del marito.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.16686995:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16686995:1649786458/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
È necessario trovare due biglietti scritti a mano dall’anziano per iniziare a mettere a fuoco l’accaduto. Ci sono parole di scuse su quei due pezzi di carta rivolte alla figlia. E un appello a chi avrebbe letto i biglietti di chiamarla. Frasi che lasciano poco spazio all’immaginazione e che d’improvviso spalancano l’orrore.
Tocca al genero la dolorosa scoperta del corpo senza vita della suocera. Quando alza le coperte, ne vede il suo corpo senza vita. Dai primi riscontri, la morte è stata provocata da un oggetto contundente che i carabinieri hanno cercato anche nei bidoni in strada. A quel punto, cambia tutto. Sul posto oltre ai carabinieri della stazione di Casalgrande arrivano i colleghi del Nucleo investigativo della compagnia di Reggio Emilia. Con loro anche il tenente Alessia Di Rocco. L’appartamento è posto sotto sequestro. Si attende sino alle 13 l’arrivo del medico legale e i militari della Scientifica. La scena da analizzare è quella di un delitto. Del gesto disperato di un uomo che in questi anni è stato amorevolmente accanto alla moglie, colpita da una malattia degenerativa e sempre più sofferente. È in questa privata disperazione che chi li conosce ora cerca le ragioni di tutto. Bisogna attendere il primo riscontro medico legale per riscontrare traumi agli arti e alle costole sul corpo dell’uomo. Ma con esattezza lo diranno gli accertamenti autoptici che il pubblico ministero, Giacomo Forte, potrebbe disporre già nelle prossime ore. L’ipotesi è che l’uomo dopo aver provocato la morte della moglie, si sia buttato di sotto raggiungendo il tetto del palazzo da una botola.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
