Processi simulati per parlare di giustizia
Studenti del “Filippo Re” ieri a tu per tu con avvocati penalisti. Al centro il rispetto della Costituzione
REGGIO EMILIA. Sono studenti e studentesse di terza e quarta superiore e ieri mattina hanno preso parte attivamente al primo incontro del progetto-scuola “I principi costituzionali e il giusto processo”, un percorso sulla legalità che coinvolge gli alunni dell’Istituto Professionale Filippo Re di Reggio Emilia, per far conoscere ai ragazzi le eventuali illegalità in cui potrebbero incappare una volta entrati nel mondo del lavoro e non solo, visto che molti di loro sono in procinto di diventare maggiorenni. Ha fatto da mediatore l'avvocato Vainer Burani, presentando gli otto avvocati penalisti Angelo Russo, Paolo Bertozzi, Valeria Miari, Francesca Corsi, Cecilia Soliani, Michele Gatti, Mariarosaria Valenti e Cristina Reda, i quali hanno cercato di promuovere la conoscenza dei valori fondamentali del diritto penale. Argomento centrale quello inerente alla Costituzione perché «quanto sangue e quanto dolore per arrivare a questa costituzione!» disse l'avvocato, politico e costituzionalista Piero Calamandrei e il peggiore torto che possiamo farle è praticare l'indifferenza perché «la Costituzione non è solo un pezzo di carta, ma il testamento di 100.000 morti». Oggi poi giocano un ruolo fondamentale i mass media: «Ci sono trasmissioni televisive in cui pur di fare audience si carica molto su una notizia – sottolinea l'avvocato Valeria Miari –. Ciò comporta che spesso i giudici vengano assorbiti dal processo mediatico e la sentenza alla fine la facciano gli altri». Soprattutto nell'era dei social, ci sentiamo tutti giudici e accusatori, ignorando il fatto che i giudizi che noi diamo superficialmente in realtà incidono molto nella vita delle persone. Qual è dunque il fine di un processo? Avere un colpevole? Garantire il rispetto delle regole? Domanda a cui gli studenti hanno cercato di dare una risposta, dimostrandosi attenti durante la simulazione di alcuni processi. C'era chi si schierava con l'accusa, chi con la difesa; qualcuno proponeva una sentenza e altri non erano d’accordo, toccando poi un argomento fondamentale: la distinzione tra dovere giuridico e dovere morale. Cosa fare quando sei testimone di un furto? O di un omicidio? Si diventa complici e quindi perseguibili dalla legge? «La legalità è un principio che non può restare sulla carta ma deve diventare cosa pratica» ha concluso l’avvocato Burani.
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