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Brescello, testa di capriolo mozzata a casa dell’animalista

di Daniele Alberini
Brescello, testa di capriolo mozzata a casa dell’animalista

Il rinvenimento nelle campagne di Sorbolo. Levante Egizia Michelotti si batte per impedire l’abbattimento del branco della zona

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BRESCELLO. Aprire le imposte la mattina e ritrovarsi non lontano da casa la testa mozzata di un capriolo. È quello che è accaduto ieri mattina ad Egizia Michelotti, una signora residente a Sorbolo a Levante, che da qualche tempo si è presa a cuore le sorti dei caprioli bazzicanti nella campagna retrostante casa sua, nell’area golenale del torrente Enza. Animali che, però, sono finiti nel mirino dei cacciatori.

«Venivano col fuoristrada. Io e mio marito siamo andati a chiedere che cosa stessero facendo e loro ci hanno risposto di essere autorizzati dallo Stato a dare la caccia ai caprioli, poiché sono in esubero», spiega la donna, informata anche dai carabinieri, intervenuti già alcune settimane fa per dirimere la questione tra lei e i cacciatori.

Tra le aree in cui è permessa la caccia vi è anche quella dell’Enza, vietata tuttavia nelle zone comprese nel raggio di 100 metri da immobili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro. «Trovo assurdo che si possa sparare nelle vicinanze di una casa privata, con pericolo per gli abitanti e i frequentatori dell’abitazione» sottolinea la donna.

Contrariata all’azione dei cacciatori, la signora Michelotti ha iniziato un’attività di disturbo, dapprima recandosi dagli uomini armati appostati tra la vegetazione, poi emettendo schiamazzi e rumori per mettere in fuga i caprioli ed evitarne così l’uccisione. L’esito è stato l’allontanamento dei cacciatori nel bosco vicino all’abitazione, «dove in realtà possono colpire più facilmente le bestie, essendo uno spazio più angusto».

Ora questo episodio, segnalato anche ai carabinieri di Brescello intervenuti ieri mattina sul posto, e ancora tutto da decifrare. Ma che ha fatto rimanere male la donna preoccupata che in quella testa mozzata di capriolo ci possa essere un messaggio a lei rivolto.

Ieri mattina si sono recate sul posto anche le Guardie Zoofile dell’Enpa, corpo di volontari che svolgono attività di controllo per la protezione faunistica: hanno indagato sull’accaduto e chiamato il veterinario dell’Enpa di Parma per esercitare le dovute analisi. «Saranno intensificati i controlli da parte delle guardie zoofile», ha dichiarato Salvatore Perrini, membro della sezione Enpa di Reggio Emilia.

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