Gazzetta di Reggio

Reggio

«Dalle Reggiane passa il futuro della città»

di DANIELE MARCHI *
«Dalle Reggiane passa il futuro della città»

L’assessore Marchi: «Ecco cosa stiamo facendo per ridare valore ai luoghi e a ogni singola persona, come insegnava La Pira»

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Caro Direttore,

nell’editoriale di domenica, Lei giustamente si chiede cosa ha accelerato l’intervento nell’area abbandonata delle ex Officine Reggiane. L’urgenza dei bisogni, le rispondo, citando Giorgio La Pira (1951). Non la prefettura, non il vescovo, non il Comune, nemmeno gli artisti. Ma l’urgenza dei bisogni. Che ha provocato e mobilitato tutti: artisti, Comune, Prefettura e Diocesi. E non solo, anche altri, anche singoli cittadini che da mesi, in silenzio, stanno dando piccoli aiuti e presenze. Questo è un primo dato: questa città ha un’anima viva, è ancora capace di sentire quest’urgenza. E di mobilitarsi. E se riuscissimo a vedere in questo una scintilla di Reggio Approach, la vicinanza del Centro internazionale Malaguzzi non sarebbe solo fisica.

“A Firenze, il pretore Bernardini mi scrive lettere dalla mattina alla sera; ci sono cinquecento sfratti, cioè gente che ormai deve andar via e non c’è a Firenze una stanza disponibile, almeno per ora. Stiamo tentando di costruire tremila appartamenti, ma ci vuole tempo e... ci vogliono i denari. Tremila appartamenti sono quattro miliardi, per i quali tenterò l’assalto a qualche cassa”, continua La Pira riferendosi ai novemila disoccupati e l’8% di fiorentini in condizioni di povertà assoluta. “Poi la sera vado a letto. Come?”

Quest’inverno sono stato svegliato dall’sms di un amico alle 4 di mattina: “Alle Reggiane hanno freddo”.

All’urgenza non dobbiamo rispondere con la frenesia. Ma con concretezza e consapevolezza, responsabilità e coerenza. Quindi: davvero e alla svelta.

È proprio per intervenire, su questa immensa area alle porte della città, che il Comune di Reggio Emilia ha impostato il più importante progetto di rigenerazione della sua storia. Se oggi metà dell’area ha già un futuro diverso, è grazie al progetto portato avanti dal Comune e da Iren Rinnovabili con Stu Reggiane spa per realizzare il Parco Innovazione.

Davvero e alla svelta. Ma senza frenesia, perché la frenesia avrebbe fatto fare scelte diverse, avrebbe fatto cedere alle offerte di costruire in quell’area un grande polo commerciale. Invece, davvero e alla svelta, sta nascendo un polo della ricerca, dell’innovazione per lo sviluppo e il lavoro.

A due metri il degrado. Sì, è così. Bisogna rivalersi sulla proprietà. E lo faremo. Di fronte a questa urgenza però non possiamo attendere.

Per questo, e concordo, dalle ex Reggiane passa il futuro della città. Casa, lavoro, assistenza erano già le priorità ai tempi di La Pira. Oggi aggiungiamo i flussi di persone che premono ai confini: si stima che saranno centinaia di migliaia le persone che nei prossimi mesi termineranno il percorso di accoglienza straordinario coordinato dalle prefetture; e allora, davvero e alla svelta, è il caso di porsi il problema del dove e come proseguirà la loro presenza sui nostri territori.

Il recente rapporto di Medici senza frontiere fotografa con chiarezza la situazione delle persone “fuori campo”, almeno 10mila, che vivono già in situazioni abusive, pur essendo in regola dal punto di vista dei documenti. Che fare? Sempre La Pira: “...sono cose nuove, e a queste cose nuove bisogna proporzionare un abito nuovo”.

La concretezza degli interventi è certamente fatta di bonifica e pulizia: nei giorni scorsi ho fatto di persona il sopralluogo con Iren, per avere una prima stima dell’intervento, e ora subito l’ordinanza. Ma non basta.

Concretezza è anche impedire l’accesso a chi entra nell’area per traffici o anche solo per scaricare rifiuti. Ma non basta.

É necessario essere presenti, vivere quel luogo. Allora, concretezza è allestire un presidio di persone e associazioni che valorizzi chi già ha costruito relazioni e consenta di conoscere ed incontrare chi abita lì, per essere con loro e costruire insieme opportunità.

In settimana un coordinamento si riunirà in Comune. Anche qua: davvero e alla svelta, ma senza la frenesia degli sgomberi e l’illusione di facili soluzioni. Con un obiettivo politico chiaro, capace di cogliere che dalle Reggiane passa il futuro di Reggio Emilia, “...e questo obiettivo – sempre con il sindaco La Pira – deve essere: per ogni uomo il rispetto del suo valore, per ciascuna creatura la possibilità della moltiplicazione dei propri talenti”.

* assessore al bilancio



Mi fa piacere che l'assessore abbia risposto davvero e alla svelta. Anche appassionatamente. Il citazionismo di La Pira dà un piglio salvifico all'impresa terrena per il degrado e il popolo invisibile delle ex Reggiane. L'assessore invocando il “sindaco santo” s'è preso un impegno doppio: per le opere pubbliche e le opere di bene. (st.sc.)



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