Il viaggio di Paolo, a piedi da Roma a Gerusalemme «sulla rotta dei crociati»
Il reggiano Paolo Carpi ha intrapreso un viaggio a piedi da Roma fino alla Terra Santa raccontandolo giorno per giorno, come un vero e proprio diario
REGGIO EMILIA. C’è chi per i propri viaggi sceglie comodi resort, spostamenti in aereo e aria condizionata. E poi ci sono le persone come il reggiano Paolo Carpi, 64 anni, che ha deciso di percorrere la tratta Roma-Gerusalemme completamente a piedi, mare e guerre in corso permettendo. Tutto raccontato e testimoniato giorno dopo giorno in un vero e proprio diario online, pubblicato sul suo profilo Facebook. Foto, impressioni, sensazioni. Carpi non tralascia nulla, per coinvolgere al massimo i suoi numerosi lettori e trasportarli con lui in questa crociata.
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Perché il tragitto che ha scelto, spiega lui stesso, è più o meno lo stesso che fecero anche i pellegrini-guerrieri nel 1096 e che portò, nel 1099, alla conquista di Gerusalemme. «L’itinerario che ho intrapreso percorre a grandi linee il percorso della prima Crociata – racconta il 64enne – sono tra i 3.500 e i 4.000 chilometri che dovrò percorrere facendo la via Francigena del Sud da Roma a Bari, poi traghetto per Durazzo con attraversamento dell’Albania con l’antica Via Egnatia. Si passerà poi in Macedonia fino ad arrivare al confine con la Grecia».
Da Salonicco Carpi attraverserà la Grecia settentrionale fino ad arrivare al confine con la Turchia, continuando poi su strade più o meno trafficate fino a Istanbul. Dopo una sosta di un paio di giorni il crociato reggiano continuerà fino ad Ankara e l’Anatolia, arrivando alla città turca di Aksaray.
«Da qui farò una piccola deviazione per visitare la Cappadocia – spiega ancora – poi si riprende il cammino fino ad arrivare a Tarso poi Mersin e dopo qualche giorno al porto di Tusucu. Da Tarso sono stato costretto a svoltare verso ovest in quanto il percorso originale passava da Antochia e poi sconfinava in Siria, che al momento non è fattibile. Quindi da Tusucu mi imbarcherò per Cipro con sbarco a Girne».
Nell’isola/repubblica del mar Mediterraneo Carpi passerà poi da Nicosia, monte Olimpo con tutti i suoi monasteri e arrivo finale a Pafos «dove sarò costretto a prendere un volo per Tel Aviv. Trasferimento a Acri con il treno e poi inizia il percorso per la visita dei luoghi santi: Acri, Nazareth, Monte Tabor, Gerico, Betlemme e alla fine Gerusalemme dove penso di rimanere qualche giorno. Rientro infine in aereo sempre da Tel Aviv». Il lungo pellegrinaggio del reggiano è già iniziato, giovedì 15 marzo, appunto a Roma. Da allora l’infaticabile 64enne «che si sente ancora giovane» è arrivato fino alle tre città macedoni di Vevi, Kella e Arnissa, percorrendo in circa tre settimane 855 chilometri a piedi.
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GIORNO 1: ROMA. In una giornata «nuvolosa, fredda e con forti raffiche di vento» Carpi parte il 15 marzo da Grosseto in treno per raggiungere Roma. Dopo aver dormito a casa di amici si reca all’ufficio di accoglienza dei pellegrini, in piazza San Pietro, per farsi timbrare le credenziali (un documento rilasciato dal Vaticano per ottenere ospitalità in determinate tappe del pellegrinaggio, ndr) e da lì si mette in cammino percorrendo 30 chilometri lungo l’Appia Antica, arrivando fino ad Albano laziale dove trova rifugio in un seminario.
GIORNO 4: BASSO LAZIO. Con 131 chilometri totali percorsi il 64enne passa per le città del basso Lazio Veroli, Casamari e Strangolagalli, viene fermato dai carabinieri che «ascoltano increduli» il suo racconto. Dorme «nella casa di Enzo, che ha dedicato ai pellegrini un angolo del suo cortile ed un grande box prefabbricato con 4 letti, bagno con doccia calda, cucina».
GIORNO 5: CASSINO. Passando per Ceprano e Aquino, Carpi arriva infine a Cassino, seguendo per 49 chilometri «le frecce marroni della via Francigena».
GIORNO 11: PUGLIA. Il 25 marzo il crociato reggiano supera la quota dei 400 chilometri percorsi e, dopo aver attraversato la Campania, arriva in Puglia. Dalla città di Troia, dove ha dormito, percorre «il cammino che viene usato il 15 agosto per la “cavalcata degli angeli” fino al Santuario dell’Incoronata».
GIORNO 14: BITONTO. In un tragitto circondato da trulli e campagna, Carpi percorre 26 chilometri arrivando ai 511 totali. «La bianca Cattedrale in stile romanico pugliese è uno splendore. Mi faccio mettere il timbro sulla credenziale dal parroco e poi in giro per la cittadina».
GIORNO 16: DURAZZO. Il 30 marzo dal porto di Bari il pellegrino sale alle 7.30 sul traghetto per Durazzo. «Controllo documenti e come esco dalla stazione marittima trovo subito dei cambisti a mercato nero. Prendi informazioni sul tasso di cambio e dopo un po’ di trattative ottengo il prezzo corretto. In questo modo evito di aspettare l’apertura dei cambiavalute. Molte persone qui parlano l’italiano, o perché sono emigrate in Italia per lavoro o ascoltando la televisione».
GIORNO 17: ALBANIA CENTRALE. Carpi, raggiungendo quota 617 chilometri totali, il primo aprile raggiunge la città di Elbasan, in Albania centrale. «I cassonetti per la raccolta – racconta – sono pochi e spesso fatiscenti, ma i rifiuti non vengono sparsi sul territorio. Non posso dire altrettanto in numerose zone che ho passato in Italia. Poco dopo mezzogiorno mi fermo alla Coop (sì proprio la Coop con lo stesso logo italiano) a fare spesa».
GIORNO 20: MACEDONIA. Il 3 aprile Carpi raggiunge il confine con la Macedonia e si appresta a lasciare l’Albania. «Ai bordi della strada numerosi lavaggi auto, ce ne sono veramente tanti, richiamano i clienti facendo zampillare acqua da tubi di gomma in pressione.
GIORNO 25: PASQUA GRECA. L’8 aprile, dopo 855 chilometri, il pellegrino arriva fino alla città di Arnissa, sempre in Macedonia. È il giorno della Pasqua greco-ortodossa. «Mi viene offerto il dolce pasquale, le uova colorate e alla fine non mi fanno neppure pagare la consumazione – spiega Carpi – ma nei pressi di una fattoria vengo attaccato da un branco di cani. Riesco a tenerli a bada per un po’ con un bastone e un fischietto che mi sono portato, poi fortunatamente interviene il proprietario che li richiama».
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