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“Mai più fascismi” Una delegazione incontra il prefetto

“Mai più fascismi” Una delegazione incontra il prefetto

REGGIO EMILIA. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra il prefetto Maria Grazia Forte e una rappresentanza delle organizzazioni firmatarie dell’appello “Mai più fascismi”. Tra le 23...

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REGGIO EMILIA. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra il prefetto Maria Grazia Forte e una rappresentanza delle organizzazioni firmatarie dell’appello “Mai più fascismi”. Tra le 23 organizzazioni firmatarie, oltre all’Anpi e all’Anppia e le altre organizzazioni partigiane, i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil e le associazioni Arci, Uisp e Acli, oltre all’Istituto Cervi, all’Ars, al comitato Dossetti per la Costituzione, Libera e il Coordinamento Democrazia Costituzionale. Tra i sottoscrittori anche partiti e movimenti politici tra cui Libertà e Giustizia, l’Altra Europa con Tsipras, Articolo 21, Liberi e Uguali, Partito Comunista Italiano, Partito Democratico e Rifondazione. Nelle ultime settimane si sono registrate, a livello nazionale, altre adesioni tra cui Legacoop e Auser. La delegazione – composta dal presidente e dal vice presidente dell’Anpi Ermete Fiaccadori e Giovanni Rossini, da Valerio Bondi della segreteria Cgil, da Davide Fontani vicepresidente Arci e da Antonietta Acerenza di Liberi e Uguali – ha espresso preoccupazione per il diffondersi di comportamenti violenti e discriminatori, e ha insistito sulla necessità di promuovere una nuova stagione di giustizia sociale che contrasti il degrado, l’abbandono e la povertà che sono il terreno che alimenta i neofascismi. “Mai più fascismi” ha espresso soddisfazione per i Consigli comunali che hanno già votato la modifica dei regolamenti sulla concessione di spazi e locali pubblici alle organizzazioni neofasciste e auspica che altri Comuni lo facciano a breve. Nel corso dell’incontro i promotori di “Mai più fascismi” hanno ricordato gli episodi di neofascismo accaduti recentemente rilevando come le caratteristiche dei fatti evidenziano la presenza di un disegno politico. «Pericolosa e sbagliata – secondo le organizzazioni antifasciste – è la sottovalutazione di tali segnali che rendono attuale un pericolo di assuefazione rispetto ai messaggi razzisti e xenofobi».

La delegazione ha espresso apprezzamento per l’assenza degli esponenti del Centro Studi Italia alla commemorazione di Fabbrico il 27 febbraio, e ha espresso l’auspicio che questo fatto rappresenti un precedente da ribadire nei prossimi anni.



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