Fontane all’asciutto e statue ingabbiate
A rendere ancora più desolante l’area intorno al Valli è il marciapiede davanti all’ateneo dissestato e transennato da luglio
REGGIO EMILIA. È ancora desolante lo spettacolo che si offre ai cittadini e ai turisti nella zona circostante il teatro Valli. Nonostante la riapertura di piazza della Vittoria, rimangono transenne e ingabbiature a testimoniare il protrarsi di lavori apparentemente interminabili. Siamo ormai rassegnati, in particolare, alla quasi permanente scomparsa degli zampilli policromi che fanno emergere la nuova fontana dalla grigia distesa di pietra luserna, neppure vivacizzata dalle fioriere di lagerstroemia lasciate seccare l'anno scorso. È vero che il Comune ha giustificato l'interruzione dei getti con la necessità di riparare l'ennesimo guasto, ma con il progetto di un miglioramento del manufatto. Tuttavia da un mese non si vedono altro che le schermature del cantiere avviato all'inizio di marzo. L’amministrazione ha promesso che l'intervento, finanziato dal Comune e da Iren, non durerà a lungo, ma senza fornire una scadenza certa. Esso riguarda sia l’ordinaria pulizia dei filtri dell'acqua, che viene eseguita ogni anno per impedirne l'intasatura, sia la sostituzione delle luci multicolori con faretti più potenti e performanti, che accentueranno la suggestione notturna della fontana con una spesa minore, grazie all'impiego di lampade a basso consumo.
Intanto lo sguardo di chi ammira la facciata neoclassica del teatro continua a essere disturbato dall'ingabbiatura delle ventotto statue che l'adornano. L'usura del tempo e delle intemperie, infatti, ne aveva compromesso la stabilità, cosicchè la minaccia di una caduta aveva indotto il Comune a transennare lo spazio sottostante nel febbraio dell'anno scorso. Poi si è provveduto a metterle in sicurezza con opportuni legamenti, ma si attende il nulla osta della Soprintendenza per eseguire la manutenzione vera e propria.
È meno visibile, ma non meno grave, un'altra piaga, il semiabbandono della pregevole fontana di fattura tradizionale inaugurata nel 1885 all'interno dei giardini pubblici. È dedicata all'abate Giuseppe Ferrari Bonini e fu donata alla città dal senatore Ulderico Levi in occasione del completamento dell'acquedotto urbano da lui finanziato. I meno giovani ne ricordano con nostalgia lo zampillo, che negli inverni più crudi formava un'impressionante scultura di ghiaccio. Una ventina d'anni fa la fontana è stata sottoposta a una radicale pulizia, per eliminare il muschio e le alghe che la ricoprivano. Il getto d'acqua, però, non è più stato ripristinato. Nè sono stati sostituiti i maestosi ippocastani che la circondavano, eliminati perchè colpiti da una malattia.
Poco lontano, nel tratto di viale Allegri antistante l'università, rimane chiusa la porzione di marciapiede in cui, nello scorso mese di luglio, la pavimentazione si era dissestata a causa del cedimento del sottosuolo provocato probabilmente dalla siccità prolungata. L'analogo dissesto comparso in via Leopoldo Nobili, di fianco all'Astoria, è stato sistemato. Rimane da riparare quello che è sotto gli occhi degli studenti universitari.
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