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Ospizio, nuove indagini dopo le ultime rivelazioni

Ospizio, nuove indagini dopo le ultime rivelazioni

Correggio: la Procura ha disposto accertamenti sulle violenze agli anziani Le dichiarazioni delle operatrici hanno aperto uno squarcio in attesa del gip

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CORREGGIO . Nuovi accertamenti da parte della Procura di Reggio dopo le dichiarazioni rese nell’interrogatorio di garanzia da parte delle operatrici indagate per le presunte violenze nell’ospizio di Correggio. È quanto disposto dal pm Maria Rita Pantani, titolare della lunga inchiesta, che vuole vedere chiaro ora su quanto messo a verbale davanti al gip Giovanni Ghini da parte delle operatrici. Hanno detto, ad esempio, che allontanavano il letto di un 83enne perché il degente era «oppositivo e aggressivo». In pratica non volevano che si facesse male e non sbattesse contro i cassetti per fare rumore. Circostanza rilevante tra quelle documentate dai carabinieri durante le indagini, che avevano visto anziani lasciati sporchi per ore, senza rispondere alle loro richieste se non con insulti e altre espressioni come «stai fermo qua e aspetta la tua ora», «ti lascio in mezzo alla cacca», «arrivo e stai nella piscia», «ti faccio volare fuori dalla finestra come Superman». Poi vessazioni psicologiche e percosse, anche con pugni al volto. Comportamenti che la Procura di Reggio Emilia e i carabinieri contestano a 13 operatrici sociosanitarie e alla coordinatrice della struttura comunale per anziani, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale e accreditata alla cooperativa Coopselios, che ha poi cambiato il personale.

Per sei operatrici era stata eseguita la misura cautelare della sospensione della professione per un periodo che varia dai sei ai 12 mesi, emessa dal tribunale. L'accusa iniziale era maltrattamenti aggravati, modificato poi in violenza privata. Ma la difesa a spada tratta delle operatrici e le loro dichiarazioni davanti al gip Ghini hanno rimescolato in parte le carte, dando il via a nuovi accertamenti. Bisogna capire, infatti, se l’83enne poteva davvero azionare il campanello, perché - come raccontato - tra le sponde del letto restava il filo. Dichiarazioni fatte dalle operatrici sociosanitarie della casa per anziani di via Mandriolo. Tre di loro avevano risposto alle domande, mentre le altre tre si erano avvalse della facoltà di non rispondere.

L’indagine era scattata in seguito alle denunce presentate dal figlio di una 97enne e dalla figlia dell’83enne che sospettavano abusi sui loro cari. I carabinieri avevano cominciato le investigazioni nell’aprile 2017. L’installazione delle telecamere per tre mesi in due stanze aveva fatto finire nel registro degli indagati 14 operatrici sociosanitarie. (e.l.t.)

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