“Sfruttazero”, giovani contro il caporalato
Si è parlato di mafie e di caporalato in agricoltura nell’incontro tenuto ieri a Palazzo Dossetti. Merito dei giovani di Sfruttazero provenienti da Bari e Nardò che hanno dialogato con gli studenti...
Si è parlato di mafie e di caporalato in agricoltura nell’incontro tenuto ieri a Palazzo Dossetti. Merito dei giovani di Sfruttazero provenienti da Bari e Nardò che hanno dialogato con gli studenti di Unimore del dipartimento di Comunicazione ed Economia soffermandosi sulle varie forme di sfruttamento del lavoro. Le loro spiegazioni, arricchite dalle immagini di un filmato, sono servite ad illustrare un fenomeno che suscita curiosità e interesse in vari atenei. E ciò avviene non solo in Italia perché richieste di notizie arrivano anche da Francia e Germania: tutti cercano di approfondire un tema che rappresenta un male della società. Il loro progetto – Sfruttazero – è nato dalla collaborazione fra le associazioni Net-Zanet Solidarietà e Diritti a Sud allo scopo di tutelare i diritti delle persone che lavorano nelle campagne. Gli ospiti, che sono in contatto con il Comitato esodati della nostra città, costituiscono una piccola realtà che risulta alternativa al lavoro irregolare, a chi sfrutta coloro che operano nei campi, e non solo loro. Sono giovani che conducono in affitto terreni per la produzione di pomodori trasformandoli in salsa Sfruttazero (da ciò la loro denominazione) che viene distribuita attraverso gruppi solidali d’acquisto sparsi in tutta la penisola al di fuori dei circuiti della grande distribuzione. Viva attenzione hanno suscitato le testimonianze sulla realtà salentina con fenomeni di asservimento del lavoro sotto diverse forme di caporalato con perseguimento dei diritti e della dignità umana. Racconti tristi ma anche pieni di entusiasmo perché mossi dall’intento di sradicare questa dolorosa realtà. Hanno raccontato delle emozioni suscitate da alcuni processi e da diverse condanne ma anche dei tentennamenti di alcuni di coloro (contadini) che approfittano di questa mano d’opera a basso prezzo.
L’uditorio era composto da allievi del corso di studio in Sociologia dell’opinione pubblica condotto dal professor Giancarlo Corsi (che conosce bene quella realtà essendosi laureato proprio nelle Puglie) nell’ambito della laurea magistrale in Pubblicità, Comunicazione digitale e Creatività d’impresa.
Apprezzamento per l’idea e i contenuti della singolare “lezione” sono stati espressi dal pro rettore Riccardo Ferretti: «Sfruttazero – spiega Ferretti – è una esperienza che dimostra concretamente come operare nel rispetto delle persone e dei loro diritti». (l.v.)
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