«Siamo soddisfatti, mio fratello è una tra le vittime innocenti»
BASSA REGGIANA. «Siamo soddisfatti perché è stata fatta giustizia per mio fratello, e la sentenza riflette la verità dei fatti». A difendere in prima persona i diritti violati del ragazzino...
BASSA REGGIANA. «Siamo soddisfatti perché è stata fatta giustizia per mio fratello, e la sentenza riflette la verità dei fatti». A difendere in prima persona i diritti violati del ragazzino violentato da un connazionale pakistano è stato il fratello maggiore. Anche ieri era presenti in tribunale, l’unico della famiglia che parla in maniera comprensibile la lingua italiana. Un giovane che si è armato di coraggio e, assieme all’associazione anti pedofilia “La caramella buona”, ha deciso di costituirsi parte civile dopo quel terribile abuso sessuale raccontato dal fratellino disabile, confessato poi dall’autore stesso. «Esporsi in questo modo denunciando l'accaduto era doveroso - è il messaggio letto in italiano ieri dopo la sentenza dal fratello maggiore - anche se è stato molto doloroso non solo per mio fratello vittima innocente, ma per tutti gli altri bambini che sarebbero potuti diventare a loro volta altre vittime di un soggetto che ha dimostrato di non poter stare in una comunità civile. Per noi come famiglia è stato difficile questo percorso che non è finito qua, perché ci vorrà tanto tempo e tante cure affinché mio fratello torni a vivere la sua vita serenamente, ma la condanna ci dà fiducia per un futuro migliore. Ringrazio Roberto Mirabile e La caramella buona per averci sostenuto ed aiutato, il nostro avvocato Monica Nassisi, l’avvocato Scarpati dell’Unione dei Comuni, il pm Maria rita Pantani e le forze dell'ordine che ci hanno tutelato fino ad oggi».
Per Mirabile, però, la battaglia contro gli abusi sui minori non può finire qui: «Fino a quando la nostra giustizia farà sconti di pena a questi criminali, non sarà una giustizia vera».
Soddisfazione anche da parte dell’avvocato Marco Scarpati, legate dell’Unione dei comuni, terza parte civile al processo. «La sentenza è stata più o meno nella misura attesa. È severa e prevede anche sanzioni pecuniarie. Secondo me è bene che la sentenza sia in queste dimensioni proprio perché è giusto far capire anche alle comunità del nostro territorio che la giustizia c’è e c’è per tutti». (e.l.t.)
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