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Correggio, ospizio degli orrori: licenziata un’operatrice

Correggio, ospizio degli orrori: licenziata un’operatrice

La decisione è stata presa da Coopselios in autonomia. Cavalli: «L’abbiamo riconosciuta guardando i video»

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CORREGGIO. Licenziata in tronco una delle operatrici sanitarie della Casa per anziani di Correggio, travolta dall’inchiesta su presunti maltrattamenti agli anziani. La decisione è stata presa «in piena autonomia e prima di qualsiasi decisione degli inquirenti» precisa Raul Cavalli, direttore generale di Coopselios, l’azienda che gestisce, tra le molte altra, anche la casa di via Mandriolo, dopo la visione di uno dei video diffusi nei giorni “caldi” dell’inchiesta.

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«Un nostro dipendente - racconta Cavalli – ha riconosciuto l’operatrice dal video. Ci è venuto a dire chi era e noi immediatamente siano andati a denunciarla alla magistratura». Il fatto curioso, già emerso al termine della lunga commissione nel salone consiliare di Correggio dedicata ai fatti accaduti nella casa protetta, è che l’operatrice, italiana, buttata fuori dalla coop, non rientra tra le sei che hanno ricevuto il provvedimento cautelare di allontanamento disposto dalla magistratura.

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«Ci è stato detto – afferma Cavalli – che secondo gli inquirenti quei comportamenti non rientrerebbero nelle ipotesi di reato. Ma a noi non interessa: umanamente ed eticamente per Coopselios è più che sufficiente per affermare che quel dipendente non è gradito e non può più stare nell’organico».

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C’è una spiegazione anche sul perché una decisione così definitiva sia piovuta sul capo solo di una delle dipendenti coinvolte nelle indagini (altre sette sono stati iscritte nel registro degli indagati). «Perché – prosegue il direttore della coop – siamo venuti a conoscenza solo del nominativo di quella operatrice. Le altre, per il momento, non sappiamo chi siano».

Settimane difficili, queste ultime, per il colosso reggiano dell’assistenza, con oltre tremila dipendenti e servizi in decine di comuni. Ma con la tensione, a dieci giorni dalla “bomba” scoppiata in via Mandrioli, che diminuisce.

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«Il fatto che il magistrato abbia derubricato il reato da maltrattamenti aggravati a violenza privata, in qualche modo ci conforta – prosegue Cavalli – e per due ragioni: la prima perché si allontanano eventuali responsabilità dell’azienda e anche perché se le operatrici sanitarie indagate hanno posizioni processuali meno pesanti significa che anche gli anziani della Casa di Correggio hanno subito meno vessazioni, quindi sofferto di meno».

Resta aperta la questione con il Comune di Correggio, proprietario dell’immobile. Il sindaco Ilenia Malavasi non ha escluso di poter rescindere il contratto con Coopselios se le risultanze delle indagini lo richiederanno «perché il Comune - ha detto – non ha interessi da tutelare». Ha anche però precisato che «le sentenze non vanno anticipate». Vedremo se il corso delle indagini basterà per mantenere il rapporto di fiducia col gestore dei servizi. (c.o.)
 

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