L’ex comandante fa causa all’Unione dopo il trasferimento
Enrico Caminati era a capo della Municipale di Scandiano Si è rivolto al giudice del lavoro per il demansionamento
SCANDIANO. Finisce davanti al giudice del lavoro la lunghissima esperienza di Enrico Caminati nella polizia municipale del distretto ceramico.
Dopo l’addio nel 2017 Caminati, per tanti anni referente della municipale scandianese, ha intentato una causa nei confronti dell’Unione Tresinaro Secchia, l’unione a cui fa capo il servizio della polizia locale per i territori di Baiso, Casalgrande, Castellarano, Rubiera, Scandiano e Viano.
La prima udienza era in programma ieri mattina ed è stata rinviata a maggio, quando si tornerà a discutere del procedimento avviato da Caminati, oggi comandante della polizia municipale dell’Unione dell’Appennino reggiano, affiancato dagli avvocati Giuseppe Pagliani e Stefano Spinelli.
Il 63enne ha deciso di chiamare in tribunale l’Unione Tresinaro Secchia lamentando di aver subito una pesante dequalificazione, con una privazione di una posizione organizzativa ormai stabilizzata ed un conseguente forte danno economico.
Il tutto sarebbe iniziato nel gennaio 2017, quando è stato rimosso dal precedente incarico e poi trasferito a una sede decentrata. Caminati si è schierato quindi contro la realtà a cui ha dedicato gran parte della propria carriera.
Vigile urbano a Scandiano dal 1983, nel 1988 è diventato comandante del corpo della municipale scandianese, ruolo ricoperto sino al 2014; nel 2008, con la nascita dell’Unione Tresinaro Secchia, è rimasto infatti il referente per il territorio di Scandiano sino alla fine del 2014.
Nel 2015 viene poi trasferito al comando di Casalgrande, all’interno di una rotazione fra i vari referenti dei singoli Comuni, e nel luglio 2016 gli viene affidata ad interim anche la responsabilità per Rubiera, in sostituzione della titolare assente per motivi di salute.
I problemi, secondo Caminati, iniziano alla fine di quel periodo. Dopo una procedura di selezione aperta, l’incarico di Casalgrande viene affidato ad un altro ispettore, per diversi mesi l’ex comandante ha pochi incarichi operativi sino al trasferimento a metà anno al presidio di Viano-Baiso.
Si tratta della zona più ridotta e periferica dell’Unione, a ridosso dell’Appennino, in cui Caminati si è trovato ad operare da solo, senza altri addetti nella sede di Viano (un agente figura nel prospetto ma è fisicamente collocato a Castellarano). A ottobre, poi, la chiamata dell’Unione appenninica e il trasferimento in montagna.
Ora, la causa, intentata per chiedere un risarcimento economico per l’ultimo periodo. Secondo i suoi legali, Caminati sarebbe stato “degradato” con una procedura a loro dire illegittima per merito e forma, unita a un demansionamento non compatibile con la categoria professionale guadagnata negli anni.
La perdita della posizione organizzativa ha comportato una decurtazione dello stipendio di diverse centinaia di euro al mese, con conseguenze anche per il calcolo della futura pensione.
Al conto, gli avvocati di Caminati aggiungono le maggiori spese di viaggio per raggiungere il posto di lavoro e un danno “da perdita di chance” da quantificare. A metà maggio se ne riparlerà.
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