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L’ultima resa è quella di Carpineti

L’ultima resa è quella di Carpineti

Dopo il Trekking del boscaiolo, salta la manifestazione “Scarpazzone in forma”

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CARPINETI . La festa dello scarpazzone montanaro praticamente andata, così come il Trekking del boscaiolo, mentre la Tavola di Bisanzio rimane appesa a un filo. Le proposte estive in montagna rischiano di perdere tante iniziative conosciute e frequentate, dopo il giro di vite su normativa e sicurezza. E il discorso non riguarda solo l’Appennino, ma gran parte delle realtà medio-piccole chiamate a far fronte a esigenze complesse. L’ultimo addio, a meno di miracoli, è quello del seguitissimo Scarpazzone in forma, il raduno dedicato all’erbazzone montanaro col riso che nel 2018 era programmato per il 7 e 8 luglio a Carpineti. Uno dei principali eventi del periodo, destinato però a salutare, almeno per quest’anno. «Quest’anno la burocrazia che dobbiamo affrontare è troppa per noi, la nostra festa è troppo grande per gestirla senza appoggi e troppo piccola per reggersi da sola, i nostri incassi sono solamente con un po’ di gastronomia e qualche sponsor storico, ma tutte le attrazioni sono gratuite: è una festa di famiglie e se non possiamo mantenere questo target allora è meglio fermarci», raccontano dall’associazione promotrice Carpineti da Vivere. «Il problema non è la singola richiesta, ma l’insieme. Ci sono decine di vincoli. Inoltre, le commissioni si riuniscono nei giorni precedenti all’evento, se scoprissimo solo allora che qualcosa non andasse avremmo perso mesi di lavoro e investimenti».

Più speranzoso è il sindaco Tiziano Borghi: «Siamo molto dispiaciuti, questo è un evento speciale per tanti motivi, noi siamo pronti a dare il nostro contributo sino all’ultimo, ad aiutare in ogni modo se si vorrà provare a tenere viva l’iniziativa».

Nel frattempo, a Carpineti si registra un’altra defezione, il Trekking del boscaiolo, solitamente in programma a inizio maggio e cancellato sempre per le tante complessità amministrative. Discorso simile a Cavriago, dove la Pro loco ha annunciato l’addio alla Notte Bianca con motivazioni identiche.

A Baiso la Tavola di Bisanzio, manifestazione dedicata alla carne di pecora, è a forte rischio e l’assessore Giuliano Caselli ha lanciato una pubblica richiesta di aiuto e sostegno.

Gli esempi di difficoltà sono molti: dopo oltre 30 anni a Scandiano non si è svolto il carnevale; fra i vari motivi, i tanti vincoli burocratici, che hanno scoraggiato anche un gruppo di volenterosi pronti al salvataggio.

E l’elenco potrebbe aumentare: tante piccole feste estive vengono organizzate in tempi stretti, e quest’anno i promotori rischiano di trovarsi di fronte brutte sorprese. (adr.ar.)

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