«Non si affidino incarichi sul progetto della scuola»
A Cavriago va avanti la battaglia sul referendum per rinnovare la Rodari Il comitato promotore: «Anche la Corte dei Corti ha bocciato il sindaco»
CAVRIAGO. Il comitato promotore del referendum per la costruzione di una nuova scuola a Cavriago, a soli 12 giorni dall’apertura delle urne – si vota domenica 22 aprile - incassa un vittoria importante: la Corte dei Conti, sezione dell’Emilia Romagna, ha rispedito al mittente, ovvero al sindaco Paolo Burani, la richiesta di parere sul possibile danno erariale che la vittoria del quesito referendario avrebbe provocato alle casse del Comune.
La Corte dei Conti, il 27 febbraio scorso - ma i sostenitori del sì ne sono venuti in possesso solo ora - ha risposto che «la richiesta di parere del sindaco del Comune di Cavriago è inammissibile». Stop. «Un giudizio, quello della Corte dei Conti – afferma Liusca Boni, tra le promotrici del comitato referendario, una quarantina di persone che lo scorso dicembre sono riuscite a raccogliere oltre 800 firma a sostegno della costruzione del nuovo edificio scolastico in zona Pianella – che ci conforta e che ci fa ribadire che la nostra proposta è razionale, ragionevole ma soprattutto realizzabile». Perché la Corte dei Conti ha bocciato la richiesta di parere del sindaco Burani? Qui bisogna procedere con ordine. Lo Statuto del Comune di Cavriago prevede che “l'indizione del referendum consultivo ha efficacia sospensiva del provvedimento in relazione al quale si effettua la consultazione”. Nel caso specifico, proprio perché il referendum è stato indetto, il progetto relativo alla ristrutturazione della Rodari (sostenuto dal comitato del no e dal sindaco) avrebbe dovuto essere “sospeso” almeno fino alla data della consultazione. Lo scorso 21 dicembre, invece, la maggioranza che governa Cavriago ha approvato una delibera di consiglio per evitare l’efficacia della “sospensione”, una strada percorribile - sempre a norma di statuto comunale - nel caso si ravvisi il rischio concreto di danno erariale. È stato il sindaco, evidentemente convinto delle sue ragioni, a chiedere il supporto, in questa sua decisione, della magistratura contabile affinché «si esprima sulla configurazione di possibile danno erariale – era il testo della richiesta di parere – poiché la consultazione referendaria porterebbe l'Ente a sostenere costi amministrativi, dispiegamento di risorse finanziarie e di personale per la previsione di realizzazione di un'opera pubblica non appaltabile in quanto carente di copertura finanziaria, nonché sul danno patrimoniale derivante dall'impossibilità di utilizzare le somme già escusse e vincolate alle ristrutturazione della scuola primaria Rodari». La Corte dei Conti, in sostanza, ha risposto che la materia dei quesiti posti dal sindaco esula dalle competenze della Corte stessa. «La funzione consultiva non può avere a oggetto fattispecie specifiche – scrivono i magistrati della Corte dei conti – né può estendersi a valutazioni rimesse alla discrezionalità amministrativa delle pubbliche amministrazione». Dunque, quesiti irricevibili. Tanto basta a far scatenare la reazione del comitato. «Ci troviamo pertanto in un contesto in cui una parte, cioè chi sostiene il no, ha tentato prima di forzare una norma dello Statuto comunale a proprio vantaggio e sta invitando la cittadinanza a non recarsi alle urne. Una situazione che non ha precedenti. Invitiamo l'amministrazione, al fine di ristabilire una dimensione di legittimità alla consultazione referendaria, ad annullare immediatamente la delibera del 21 dicembre; in questo senso sarebbe anche opportuna una dichiarazione pubblica del sindaco». Inoltre diffidano «l’Amministrazione ad affidare incarichi di qualsiasi genere relativamente alla ristrutturazione».
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