Gazzetta di Reggio

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«Reati in calo ma teniamo alta la guardia»

di Leonardo Grilli
«Reati in calo ma teniamo alta la guardia»

Celebrato ieri il 166esimo anniversario dalla fondazione della polizia di Stato. Il questore: «Sempre più vicini ai cittadini»

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REGGIO EMILIA. I reati sono in calo, sia a livello nazionale sia a Reggio Emilia, ma esiste «una discrasia fra la sicurezza reale e quella percepita dai cittadini. E parlare di queste statistiche può essere irritante o incomprensibile proprio per questi cittadini mentre al contrario questa differenza di percezione è un problema del quale dobbiamo farci carico, per trovarne una soluzione».

È questo il fulcro del discorso del questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, cuore della manifestazione di ieri che ha celebrato i 166 anni dalla fondazione della polizia di Stato.

Una giornata che si è snodata lungo tre momenti fondamentali. Alle 9, nel piazzale interno alla caserma in via Dante Alighieri, il questore insieme al prefetto Maria Grazia Forte ha dato il via alla cerimonia commemorativa dei caduti della polizia, attraverso la posa di una corona al monumento. Non una semplice formalità ma un momento molto sentito, accompagnato dalla tromba di un musicista dell’Istituto Peri alla presenza dei funzionari in alta uniforme e degli agenti in congedo.

Nel frattempo piazza Martiri del 7 Luglio si tingeva di blu e cremisi, grazie agli stand allestiti dal personale della questura. Scientifica, Stradale, Volanti, Mobile, Postale e Ferroviaria hanno accolto i reggiani, spiegando loro l’attività che svolgono durante l’anno e mostrando i loro elementi distintivi: dalle imponenti moto ai più piccoli strumenti della scientifica, passando per le auto del reparto Prevenzione crimine fino a una splendida Alfa Romeo d’epoca, un tempo utilizzata dalla squadra mobile.

Una nota curiosa, novità di questa celebrazione, la presenza davanti al Valli degli operatori del Centro nautico e sommozzatori della polizia provenienti dalla Spezia, che hanno esposto un impianto iperbarico trasportato su camion e un possente acquascooter. Piazzato a guardare sconsolato una fontana ancora senza un goccio d’acqua.

Verso le 10.30, nella Sala degli Specchi del teatro, è infine cominciato il fulcro della cerimonia. Alla presenza delle autorità amministrative comunali e provinciali, dei comandanti e dei rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, di personaggi dell’industria reggiana e persino del presidente della Reggiana Mike Piazza, sono stati letti i comunicati ufficiali.

Il questore vicario Andrea Salmeri ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica, la dirigente del reparto Prevenzione crimine, Marinella Caruocciolo, quello del ministro dell’Interno e il dirigente della Digos, Lucio di Cicco, quello del capo della polizia. Da tutti e tre i testi sono volate parole di elogio per «l’impegno costante delle donne e degli uomini della polizia», anche in tempi non facili. Un impegno che a livello nazionale ha portato «a un calo generale del 4,4% dei reati, un trend che si sta confermando anche in questo inizio 2018». Di dati però, durante questa edizione della festa delle polizia, ne vengono dati pochi. Solamente un laconico calo del 13,5% rispetto al 2016.

Una controtendenza rispetto agli anni passati voluta dallo stesso questore, spiegata da lui stesso durante il discorso nella Sala degli Specchi: «Dai dati emerge che in generale sono diminuite tutte le fattispecie delittuose. Ma provo un personale disagio verso la statistica, può risultare irritante o incomprensibile per le persone vittime dei criminali, che invece vanno rispettate. Dire che i furti sono calati del 13,5% può non essere sempre vero, può capitare che al contrario in una strada siano aumentati del 30% o in un condominio del 100%. Ed è agli abitanti di quella strada e di quel condominio che mi riferisco quando dico che vanno compresi e rispettati».

Il bilancio di questo anno appena trascorso rende comunque «soddisfatto» il questore che ha elogiato in particolare il lavoro svolto durante le partite di calcio, l’impegno dell’Ufficio immigrazione e «le tantissime operazioni di polizia giudiziaria e ordine pubblico, nonostante una congiuntura non favorevole per quanto riguarda le risorse».

Lo sguardo di Sbordone, infine, si rivolge al futuro e agli obiettivi da primari: «La tutela delle fasce deboli come gli anziani, il contrasto alla violenza sulle donne, la lotta al traffico di droga e all’abuso di alcol. Cercando una fondamentale collaborazione attiva e fattiva dei cittadini, come singoli o come comitati».

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