Montecchio, rubate dodici arnie a un apicoltore
Il colpo vicino al Parco Enza. Lo sfogo: «E dopo la morìa dell’anno scorso quest’anno ci sono pochissime api»
MONTECCHIO. Dodici cassettine di api rubate a un apicoltore. È il clamoroso furto subito da Alfredo Prati, in una zona vicino al Parco Enza a Montecchio. «Sono arrabbiato ma non per il valore economico, bensì per il gesto che probabilmente è stato compiuto da un apicolture» si sfoga.
Tutto è accaduto mercoledì scorso. Da chi, resta un mistero. La zona è abbastanza nascosta - un terreno su cui Prati gode di un comodato d’uso - e le cassette in polistirolo con dentro 12 nuove famiglie di api sono state portate qui non molto tempo prima. «Le avevo a Canossa, ma qui la primavera è più avanti e per questo le ho spostate» racconta.
Un’operazione evidentemente che qualcuno ha saputo. Difficile, infatti, immaginare che qualcuno per caso scopra le arnie e poi decida il colpo. La mano che ha agito è sicuramente esperta, perchè non è da tutti sapere come muoversi per non essere punti e non fare disastri.
«Tra l’altro, veniamo da una stagione disastrosa - spiega - Lo scorso anno a causa della siccità sono morte tantissime api: l’80 per cento praticamente. E in questo periodo si fa molta fatica a trovarne, non passa giorno senza che io non riceva telefonate da apicultori che ne cercano».
Qualcuno, secondo Prati, ha deciso di rimediare così. «Di furti del genere se ne sentono - racconta - qualcuno pensa che le arnie prendano la strada dell’Est Europa, ma io non lo credo. E pensare che io sia stato derubato da qualcuno come me mi fa molta rabbia. Anche perchè se me ne avessero chiesta una gliela avrei data, così come in un gruppo di colleghi abbiamo fatto una colletta per riuscire a darne una a un altro che era rimasto senza».
Da questi parti non è il primo colpo del genere. Prati racconta che nelle scorse settimane è toccato anche a un collega che aveva le cassettine con le api sulla sponda parmense. «Ben 25 gliene hanno portate via, un paio di mesi fa» prosegue l’apicoltore.
Che dice di non pensare al danno economico - circa sui 2.000 euro - ma a quello che rappresentano: «Io non lo faccio per interesse, mi piace perchè a parte che le api sono esseri viventi eccezionali, le mostro alle scolaresche, faccio serate per far capire cosa è il miele, insegno ai giovani apicultori... È proprio il gesto che non accetto». Tra l’altro, tutte le sue cassettine - erano di polistirolo perchè doveva trasferirle in quelle di legno - avevano il suo marchio.
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