Arena Campovolo, ecco i documenti sul ritardo dei lavori
Il provvedimento di aggiudicazione della gara indicava l’avvio a settembre 2017, il sito del Comune lo spostava a novembre
REGGIO EMILIA. «A novembre 2017, il Consiglio Comunale ha contestualmente approvato il progetto definitivo dell’Arena Campovolo, la Valutazione d’Impatto Ambientale e la relativa variante urbanistica, aprendo di fatto la strada all’inizio dei lavori, la cui conclusione è prevista entro l’estate 2018».
È questa la data inizialmente prevista per l’inaugurazione dell’Arena Eventi al Campovolo, secondo quanto risulta anche dal sito del Comune: un’illustrazione complessiva del progetto datata 7 novembre 2017, che spostava già il via dei lavori di circa due mesi rispetto a quanto messo nero su bianco solo nel luglio precedente dal “Provvedimento di approvazione delle operazioni di gara” predisposto dalla Società Aeroporto.
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In quest’ultimo documento, che di fatto ha stabilito per l’Arena targata Coopservice l’assegnazione del contributo di 1,7 milioni dalla Regione attraverso fondi europei nell’ambito dell’asse 5 del Por Fesr 2014-2020, si legge che «la proposta e il relativo piano finanziario» del progetto «individuano uno dei presupposti fondamentali per la sostenibilità dell’intervento nella possibilità di dare attuazione della fase esecutiva entro il mese di settembre dell’anno 2017, affinché sia possibile ultimare le opere previste e dare avvio alla fase di gestione entro l’inizio della stagione estiva 2018».
Una cronologia completamente rivoluzionata dall’ultimo comunicato dei promotori del project financing che, senza fare alcun accenno agli annunciati miglioramenti in corso d’opera e al conseguente aumento dei costi a loro carico, hanno ribadito il rispetto dei tempi di lavoro, hanno fatto il punto sulle opere preliminari (caratterizzazione del terreno conclusa, indagini belliche in corso e analisi sui modelli di evacuazione), ma hanno spostato la data dell’inaugurazione di un anno, dopo le prossime amministrative.
«Non oltre la seconda metà del 2019». È questa infatti la data per il taglio del nastro indicata dal raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato la gara, impegnato ora nella realizzazione delle opere preliminari di una struttura che troverà posto nell’area non operativa dell’Aeroporto di Reggio Emilia: un’arena modulabile interamente dedicata alla musica, capace di ospitare eventi con una capienza massima di 100mila persone e con l’obiettivo di far convogliare su Reggio un flusso annuo stimato in circa 320mila spettatori, da aprile a ottobre.
I promotori del project financig, il cui iter ha preso avvio nel 2016 e che aveva già raggiunto un costo di sette milioni, rivisto una prima volta in rialzo rispetto ai 5,9 milioni a basa di gara, è una cordata capitanata da Coopservice, di cui fanno parte anche Nial Nizzoli e cinque soci della Consortile Campovolo dell’ex capo Cormo, Demos Salardi.
Fra i soci, società afferenti a Fabio Storchi, ad di Comer Industries, Claudio Maioli, manager di Ligabue, Ferdinando Salzano amministratore F&P.
Un raggruppamento di imprese che solo dopo il termine dei lavori preliminari si costituirà ufficialmente in società di progetto, apponendo così anche l’attesa firma alla convenzione del canone annuo di 130mila euro, da destinare alla società Aeroporto.
Ma cosa succede nel caso in cui i ritardi dovessero compromettere l’opera?
È lo stesso “Provvedimento di approvazione delle operazioni di gara” a indicare questa ipotesi, parlando fra l’altro di «necessità di rispettare la cadenza cronologica» e accennando alle normative presenti nel codice degli appalti, «posto che la mancata immediata consegna di quanto oggetto di gara determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico che la procedura è destinata a soddisfare, con possibili conseguenze in relazione sia ai finanziamenti pubblici dei quali il Patrimonio destinato di Aeroporto di Reggio Emilia è titolare, sia alla concreta sostenibilità economico-finanziaria dell’intero intervento».
Uno scenario questo escluso da tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel progetto.
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