In campo Comune, Manodori e DarVoce
La presentazione dei dati del primo anno di Dora è stata anche l’occasione per decine di volontari di ritrovarsi nel luogo a cui da un anno contribuiscono con impegno quotidiano per provvedere alle...
La presentazione dei dati del primo anno di Dora è stata anche l’occasione per decine di volontari di ritrovarsi nel luogo a cui da un anno contribuiscono con impegno quotidiano per provvedere alle esigenze tipiche di ogni negozio. A loro, prima di tutto, sono andati i ringraziamenti del vicesindaco di Reggio Matteo Sassi, del presidente della Fondazione Manodori Gianni Borghi e di Federica Severini e Cecilia Pignagnoli di DarVoce. Una delle volontarie, Paola Terenziani, ha poi parlato della sua esperienza in questo anno e del lavoro fatto. Perché il sostegno è anche sociale, sottolinea Sassi: «Importante è stato e continua ad essere quell’aiuto immateriale che è il dialogo, la costruzione di relazioni che fanno emergere altri bisogni e risposte, contatti importantissimi per sopportare le difficoltà e uscirne». E i primi risultati si vedono: «La Fondazione Manodori ha creduto nell’iniziativa, impegnando risorse non secondarie e adesso, dati i risultati, oltre alla convinzione abbiamo la soddisfazione: possiamo dire che è stato un ottimo investimento sotto ogni aspetto», puntualizza Gianni Borghi. Ora è forte anche il senso di appartenenza, ricorda la Severini: «L’emporio è considerato un luogo condiviso da tutti coloro che lo frequentano e dal quartiere nel quale è inserito e con il quale si è creato un legame forte. Dopo la gioia della nascita, l’emporio è cresciuto ed ora può camminare sulle proprie gambe». A concludere, oltre all’immancabile torta, la distribuzione delle magliette di Dora, consegnate dal presidente di DarVoce Umberto Bedogni ai volontari. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google