L’emporio solidale Dora a sostegno di 51 famiglie
REGGIO EMILIA. Un totale di 51 famiglie in difficoltà, con 80 minori coinvolti, oltre 50mila prodotti per la cucina. L’emporio solidale cittadino Dora si presenta con questi numeri al traguardo del...
REGGIO EMILIA. Un totale di 51 famiglie in difficoltà, con 80 minori coinvolti, oltre 50mila prodotti per la cucina. L’emporio solidale cittadino Dora si presenta con questi numeri al traguardo del primo anno di vita, festeggiato ieri mattina nella propria sede alla stazione di Santo Stefano in fondo a viale Trento Trieste, negli spazi un tempo utilizzati da Act.
L’emporio ha aperto i battenti nell’aprile 2017 come progetto coordinato dal centro di servizio per il volontariato DarVoce, voluto dal Comune e da numerose associazioni reggiane e sostenuto economicamente dalla Fondazione Manodori. L’obiettivo è aiutare persone e nuclei familiari in difficoltà economiche e a rischio povertà, ma ancora recuperabili. Questi soggetti, scelti dai servizi sociali comunali, sono stati sostenuti con la possibilità di fare la spesa gratis per un anno nell’emporio, un negozio rifornito di cibarie e materiali grazie alle donazioni di imprese così come di privati cittadini. Hanno ricevuto una tessera a punti, con un valore diverso in base ai componenti del nucleo, da gestire di mese in mese, sempre affiancati dai tanti volontari che presidiano l’emporio e dagli educatori della cooperativa Papa Giovanni XXIII. In totale sono stati aiutati 51 famiglie, molte delle quali vicine alla fine dell’esperienza e al ricambio, per un totale di 179 persone fra cui 79 minori.
Da questo gruppo sono usciti in anticipo 13 nuclei: in quattro casi perché i soggetti beneficiari hanno trovato lavoro e hanno perso la necessità del sostegno.
In totale hanno ricevuto 53.166 prodotti, fra alimentari, cura della casa e igiene, per un valore calcolato al ribasso in circa 77mila euro: soldi che questi nuclei non hanno dovuto sborsare. In diversi casi il sostegno si è rivelato preziosissimo, ad esempio per un capofamiglia che ha potuto investire i soldi risparmiati nel corso per la patente, con cui ora può viaggiare per lavorare. Il conto dei prodotti donati è in realtà più alto e supera in totale le 60mila unità, grazie a 7.229 donazioni a Caritas e associazioni solidali. Un percorso come quello dell’emporio solidale può funzionare ovviamente solo se esiste una rete di donazioni che ne garantisca l’esistenza. Dora può contare su una base solida, composta da 47 aziende; 28 sono nel settore alimentare e forniscono direttamente prodotti alimentari, fra cui tanti cibi di recupero (verso la scadenza e destinati quindi ad essere eliminati, anche se ancora perfettamente consumabili).
Altri soggetti hanno contribuito con raccolte interne ed esterne. A questo gruppo vanno infine aggiunti una trentina di cittadini. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
