«La Corte dei conti non mi ha bocciato»
Referendum a Cavriago, il sindaco dopo la risposta dei magistrati contabili sulla richiesta di un parere
CAVRIAGO. «In riferimento alla deliberazione numero 41/2018 della Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna, relativa all’adunanza del 27 febbraio 2018, che si è espressa a seguito di una richiesta di parere formulata dal Comune di Cavriago, la Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta di parere unicamente perché i quesiti non pongono una questione generale ed astratta riguardante aspetti di contabilità pubblica, ma domande specifiche con valutazioni di legittimità che la Corte ha ritenuto non di sua competenza». È quanto afferma la segreteria del sindaco di Cavriago dopo la presa di posizione del Comitato promotore del referendum sulle scuole (si voterà domenica 22 aprile prossimo) dopo che la Corte dei Conti aveva respinto i quesiti del sindaco.
«Nella sua veste consultiva – prosegue la nota della segreteria del sindaco – la Corte non ha “bocciato” il sindaco, come ha sostenuto la consigliera di minoranza Liusca Boni del Comitato promotore del referendum. Leggendo il testo del pronunciamento, la Corte ribadisce alcuni concetti fondamentali che si ritrovano nell’operato di questa Amministrazione e, precisamente, viene rimarcato l’obbligo della certezza e della determinatezza della integrale copertura finanziaria in materia di opere pubbliche, principio che trova la sua fonte, oltre che nelle norme previste nel Testo unico enti locali, anche addirittura nel disposto costituzionale, artt. 81 e 97 Cost. In particolare, la Corte conclude precisando e rimarcando l’obbligo della copertura finanziaria delle opere pubbliche da realizzare, non essendoci copertura quando si fa riferimento ad entrate di futura o incerta acquisizione o variabili nel tempo sulla base di fattori economici non determinati (vedi proposte del comitato promotore)».
«Sulla base di questi principi – spiega la segreteria del sindaco – l’Amministrazione comunale ha operato, prevedendo, nel Piano triennale delle opere pubbliche, la ristrutturazione della scuola primaria Rodari con conseguente certezza del suo finanziamento. La progettazione dell’opera è un atto necessario per procedere alla realizzazione della stessa e costituisce solo una fase dell’intero procedimento. Proprio in ossequio ai principi ricordati dalla Corte di Conti, si fa presente ancora una volta che la costruzione della nuova scuola si basa proprio su entrate di futura o incerta acquisizione».
Il sindaco Paolo Burani: «La Corte dei Conti non ha bocciato niente e nessuno. Ha detto che potrà essere interpellata su un quesito più generale e ha ribadito che senza copertura finanziaria non si prevedono e realizzano opere pubbliche. Che era quello che volevamo ribadire. Visto che il comitato promotore del referendum non considera rilevante il parere finanziario della Ragioneria del Comune e diffonde pubblicamente altre ipotesi di finanziamenti che non hanno niente a che vedere con la realtà. I documenti si leggono per intero, non si stralciano per comodità. Vorrei inoltre ribadire – conclude il sindaco Burani – che chiedere di sospendere il percorso per la ristrutturazione della Rodari, oltre che un danno, è anche non fare il bene della comunità e della scuola. A questo si dovrebbe sempre pensare al di là delle opinioni e delle ambizioni».
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