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«La morìa di eventi? Blindare le piazze fa lievitare i costi»

di Roberto Fontanili
«La morìa di eventi? Blindare le piazze fa lievitare i costi»

Gli organizzatori sulle rigide norme della circolare Gabrielli Cervi (Festareggio): «La sicurezza costa 25mila euro in più»

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REGGIO EMILIA . Conti alla mano, organizzare oggi una festa in piazza è un terno al lotto. E non solo perché le autorizzazioni arrivano generalmente a ridosso dell’inizio della manifestazione. È proprio il preventivo delle spese che rischia di essere una variabile impazzita per gli organizzatori e gli stessi tecnici, che devono stendere i piani di sicurezza.

«Non abbiamo un quadro preciso e stiamo facendo degli esperimenti sulla pelle di chi quest’anno proverà a fare delle feste, anche se molti ci hanno già mollato. Poi c’è l’incognita delle prescrizioni che arriveranno dalla Questura», ci dicono alcuni tecnici degli studi reggiani che vanno per la maggiore e che si occupano di stendere i piani di sicurezza necessari per ottenere l’ok e svolgere iniziative di piazza.

«Il problema dei costi incide in misura molto minore – ci dice invece il gestore del PalaBigi, Claudio Sarti – per le iniziative che si svolgono all’interno di strutture fisse. Fuori il discorso è diverso». Talmente diverso che a Carpineti, Scandiano e Cavriago hanno già gettato la spugna. Altre piccole Pro Loco stanno pensando di fare altrettanto. L’imperativo di tutti è rispettare la Circolare Gabrielli. Ma, dicono ancora alcuni tecnici, «dobbiamo ancora capire bene come stendere e rendere standard una procedura sulla quale calcolare anche i costi».

Il riferimento è all’obbligo della presenza di uno steward ogni 200 persone, alla predisposizione dei varchi presidiati e al conteggio delle persone che accedono a una piazza in caso di un evento pubblico gratuito. Dove cioè non ci sono biglietti da staccare. Come esperienza pilota, sono in molti a guardare al concerto di fine d’anno a Parma e, in parte, a quello di Reggio. Chi con questi problemi si è già dovuto misurare lo scorso anno è il responsabile di Festareggio, Paolo Cervi, che già nel 2017 ha dovuto aggiungere 25mila euro in più ai costi proprio per la voce sicurezza. «Circa mille euro a sera», spiega, per poi aggiungere che il «problema vero sono le manifestazioni di piazza ad accesso libero e il fatto che la Circolare Gabrielli non fissi una capienza minima, ma deve essere sempre applicata».

In ogni caso servono accessi controllati, varchi presidiati da basamenti in cemento o da automezzi, che però devono essere prontamente spostati a meno che esista un accesso di servizio per il transito libero delle ambulanze. «Quando la manifestazione è gratuita – aggiunge Cervi – il problema è quello di contare le presenze. Diverso invece è se c’è un biglietto a pagamento. In quel caso si può definire agli ingressi il numero degli spettatori rispetto alla capienza. Ma anche in caso di una manifestazione gratuita di piazza, la circolare Gabrielli impone che gli ingressi siano presidiati e il conteggio degli accessi. In ogni caso è sempre fissata una capienza massima. E qui sta il problema. Le norme valgono per la grande manifestazione come per un piccolo evento che raggruppa 150 persone».

Insomma per il concerto di Fedez o Frassica e una sagra paesana valgono le stesse regole. «A Reggio e a Parma per capodanno – sottolinea il responsabile di Festareggio – hanno risolto il problema transennando la piazza e con la presenza degli stewart agli accessi. A Parma hanno speso circa 30mila euro per la sicurezza per una sola serata». Qualcosa con l’esperienza si può ovviare, conclude Paolo Cervi: «A Festareggio nel momento in cui chiediamo le autorizzazioni, prepariamo anche i piani di sicurezza e li inviamo in anticipo in Prefettura e in Questura con cui dialoghiamo per individuare le modifiche e integrazioni. Per Festareggio mi sento abbastanza tranquillo e la soluzione si troverà. La cosa più complicata e difficile sarà contare gli ingressi, perché nel nostro caso non tutte le persone entrano o stanno all’interno tutti insieme».

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