Morto Franco Vincenzi, ucciso dalla Sla a 59 anni
Reggio Emilia: stopper all'antica, aveva vestito le maglie di Bagnolese, Brescello, Reggiolo e Novellara. Aveva lavorato tanti anni come postino e gestito un bar in via Brigata Reggio. Oggi alle 15.30 i funerali.
REGGIO EMILIA. Vinto dalla malattia contro cui lottava da tre anni, si è spento ieri a 59 anni Franco Vincenzi. Conosciuto nel mondo del calcio dilettantistico, che lo aveva visto protagonista con le maglie di Novellara, Reggiolo, Brescello, Bagnolese e Albinea, Vincenzi aveva lavorato anche tanti anni come postino, prima di dedicarsi alla gestione di un bar in via Brigata Reggio, insieme al cognato ed ex compagno di squadra Alberto Villa, che commenta: «Franco era quel fratello che non ho mai avuto».
Negli ultimi tre anni, con grande dignità e voglia di vivere, ma affrontando anche tanta sofferenza, Franco Vincenzi era stato impegnato nella sua partita più importante quanto difficile, quella contro una malattia terribile come la Sla, alla quale alla fine, ieri mattina si è dovuto arrendere.
Di lui gli amici ricordano però, soprattutto, le tante battaglie affrontate sui campi da calcio, in particolare con le maglie del Brescello e della Bagnolese, con le quali conquistò le promozioni rispettivamente in Interregionale e(dopo la riforma dei campionati) in serie D, la massima categoria dei dilettanti.
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Era uno stopper all’antica, Franco, e sapeva francobollarsi ai centravanti avversari, rendendo loro la vita dura. Vincenzi aveva chiuso la sua carriera giocando nell’Albinea ma, appese le scarpette bullonate al chiodo, non aveva certo smesso di praticare sport. Si era dedicato alla palestra e, soprattutto, alla mountain bike, diventata la sua passione. Il fisico atletico lo ha aiutato ad affrontare anche la malattia con grande determinazione.
Franco Vincenzi lascia nel dolore la moglie Lorella, i figli Luca e Andrea, il fratello Cosimo e l’anziana madre. I funerali sono stati celebrati giovedì pomeriggio nella cappella del cimitero Nuovo di Coviolo.
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