Alla riscoperta della Fonte Branciana, cara a Matilde
CANOSSA. Dopo tre anni di siccità, la Fonte Branciana, meta e tappa di tanti cicloamatori e amanti del trekking desiderosi di dissetarsi, è tornata, dopo le abbondanti nevicate di questo inverno, a...
CANOSSA. Dopo tre anni di siccità, la Fonte Branciana, meta e tappa di tanti cicloamatori e amanti del trekking desiderosi di dissetarsi, è tornata, dopo le abbondanti nevicate di questo inverno, a nuova vita. Situata sotto il Monte Tesa, da cui prende la sua acqua, era anticamente un punto importantissimo, luogo di incontro di personaggi potenti. Gli stessi Attonidi, antenati di Matilde di Canossa, si riunivano proprio lì per discutere di affari importanti.
In tempo di pace tutti gli abitanti del castello di Canossa usufruivano di questa fonte, e antiche leggende raccontano di un’acqua miracolosa e pura dalle proprietà benefiche. Domenica 8 aprile si è cercato di riportare a nuova vita questo antico luogo magico con un incontro aperto a tutti, volto a ricordarne la sua attività, con un occhio di riguardo verso la tematica ambientale, integrando le conoscenze tradizionali con i principi della permacultura e della gestione delle acque. Si è affrontato il concetto della resilienza del territorio e delle sue acque e degli insegnamenti stessi offerti dalla Fonte Branciana. È stata anche una buona occasione per ascoltare la storia della fonte grazie ai racconti degli abitanti del luogo.
«Tutto questo, è affidato alla capacità di raccogliere un’eredità molto antica che deriva da un documento, il Vita Mathildis di Donizone – ha detto Clementina Santi, assessore alla cultura e turismo del Comune di Canossa – che proprio nel primo libro racconta della fonte, cara a Matilde, e con queste parole la cita “il monte genera una fonte chiamata Branzana”. E a questa fonte si fermavano Matilde, pellegrini e viandanti in cammino lungo i sentieri e le terre dei Canossa e il suo nome dopo secoli è rimasto lo stesso, Branzana».
Presenti all’iniziativa anche l’assessore all’ambiente, Mara Gombi, e numerosi abitanti del borgo che hanno raccontato episodi della vita della fonte, e ha visto la benedizione delle acque dal parte del monaco buddhista Adolfo Soho Brunelli, proveniente dalla Casa del Tibet, del vicino borgo di Votigno. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Terre di Canossa e fa parte di una serie di eventi che animeranno la primavera e l'estate canossana e che vedranno come protagonista proprio Canossa e il nostro territorio. Prossimo appuntamento oggi alle 21 al teatro comunale: “Dal fuoco alle biotecnologie, breve storia dell’agricoltura” con l’agronomo Stefano Pescarmona. Terre di Canossa ha organizzato il ciclo di conferenze “Un viaggio attraverso il cibo” all’interno della Festa dell’Agricoltura Terra e Tavola. Info: pagina Facebook E-Venti di terra e www.comune.canossa.re.it.
Federica Soncini
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