Gazzetta di Reggio

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Due anni di divieti mai rispettati

Due anni di divieti mai rispettati

Dalla chiusura dei tubi dell’acqua alle ordinanze, le carovane tornano sempre

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REGGIO EMILIA. Si potrebbe in realtà andare ancora più indietro negli anni, fino a toccare le giunte e le amministrazioni precedenti, ma basta prendere come esempio quanto successo dal 2016 ad oggi per avere un quadro complessivo di cos’è il Foro Boario.

Un parcheggio scambiatore attrezzato per turisti in camper diventato la base di una serie di carovane di nomadi. Che a turno, costantemente negli anni, vi si stabiliscono per settimane e a volte anche per mesi. Portando degrado, immondizia gettata in terra, proteste popolari, inciviltà e totale disprezzo per leggi, ordinanze e regole del vivere comune.

Una situazione che a luglio del 2016 era diventata insostenibile, tanto da spingere il Comune ad adottare un provvedimento drastico ma efficace: chiudere per tutta l’estate i rubinetti dell’acqua posti all’interno dell’area attrezzata per i camperisti. Rendendo inaccessibile l’area in un colpo solo sia a quella carovana di nomadi che l’aveva occupata abusivamente, sia al popolo dei camperisti. L’11 settembre dello stesso anno però, riaperti i rubinetti, i nomadi sono tornati. Proteste generali finché, il 15 settembre, il sindaco non ha firmato un’ordinanza di sgombero cacciando gli abusivi dal Foro Boario.

Dopo qualche mese di tregua però, il 9 febbraio del 2017, il problema si è ripresentato nuovamente assieme agli escrementi in terra, al degrado e alle denunce dei residenti del Tondo. Altre segnalazioni si sono poi registrate per tutto aprile finché, a metà maggio, una retata della polizia giunta sul posto per “schiamazzi” non li ha fatti sgomberare tutti.

Arriviamo infine alle occupazioni del gennaio di quest’anno, al rogo doloso di uno dei camper abusivi il 2 marzo e alle recenti ordinanze che ridisegneranno l’aspetto del parcheggio.

«Val la pena ricordare che il 13 giugno del 2016 – ricorda poi la consigliera comunale Cinzia Rubertelli – presentai in consiglio un ordine del giorno proprio sulla situazione del parcheggio. Un documento che fu approvato in sala del Tricolore e che impegnava la giunta “a predisporre uno o più provvedimenti atti a garantire la sicurezza, la pulizia e l’interdizione della sosta prolungata” ma che finora è rimasto sulla carta. Perché solo ora la giunta decide d’intervenire su una situazione non più tollerabile da anni?». (l.g.)

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