Gazzetta di Reggio

Reggio

Rifiuti stoccati illegalmente, due ditte sotto sequestro

Daniela Aliu
Una delle ditte alle quali sono stati apposti i sigilli
◗
Una delle ditte alle quali sono stati apposti i sigilli

Bibbiano, la polizia municipale ha messo i sigilli ai capannoni e ai terreni delle aziende Dmc e Antares di via Nenni. L’indagine è partita un anno fa

2 MINUTI DI LETTURA





BIBBIANO. È scattato il sequestro preventivo dei terreni e dei capannoni di due ditte, la Dmc e l’Anteres di via Sauro, aziende situate una accanto all’altra e insediate in strutture di un unico proprietario. Il blitz è stato compiuto venerdi 13 aprile, dalla polizia municipale della Val d’Enza, su decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio il 5 aprile scorso.Secondo quanto fin qui emerso, il sequestro riguarderebbe lo stoccaggio illegale di rifiuti tossico-nocivi.

Le indagini, partite un anno fa, coordinate dal pm Giacomo Forte e svolte dalla municipale sotto la guida del comandante Cristina Caggiati, sono partite da un’evidenza: il deposito di ingenti quantitativi di scarti di lavorazione nelle pertinenza delle ditte (la Antares produce plastiche e resine, la Dmc è un’azienda metalmeccanica e si occupa anche di smaltimento rifiuti). Scarti che – secondo gli inquirenti – non avrebbero dovuto restare per così tanto tempo all’aria aperta. Una volta apposti i sigilli (è anche stato bloccato il ciclo produttivo delle aziende), partiranno gli accertamenti che il pm dovrà disporre per capire che tipo di materiali e di sostanze siano state stoccate.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16708809:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16708809:1649799107/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Quasi certamente verranno compiuti dei campionamenti, e per i risultati sarà necessario attendere i tempi tecnici di svolgimento delle analisi. Di una cosa magistrato e polizia municipale sono certi: del fatto che quel tipo di rifiuti non dovesse essere smaltito in quel modo. Un’indagine analoga, la polizia municipale della Val d’Enza, l’aveva compiuta l’anno scorso su una ditta di Montecchio.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google