Gazzetta di Reggio

Reggio

Foro Boario, tempo di doveri: il carro attrezzi è uguale per tutti

di Stefano Scansani
Foro Boario, tempo di doveri: il carro attrezzi è uguale per tutti

La beffa diventa ancor più abnorme se i vigili per farla cessare debbono ricorrere a degli stratagemmi segnaletici senza esiti

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Tutti. Nella città delle persone siamo tutti uguali. Stavolta sto scrivendo di doveri (non dell’assai frequentata categoria dei diritti). Dovremmo essere tutti uguali anche quando ci appioppano una contravvenzione se parcheggiamo la macchina nel piazzale dove non si può. Dovremmo essere tutti uguali anche quando il carro attrezzi ci porta via l’auto perché l’abbiamo lasciata dove c’è il divieto.

Morale: noi siamo diversi rispetto a quei signori che per lunghi periodi occupano gli spazi del Foro Boario, ci vivono, sporcano, se ne fregano dei divieti pur essendo costoro sotto gli occhi di tutti, per primi quelli delle forze dell’ordine.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16704816:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2018/04/12/news/minacciato-dai-nomadi-ti-bruciamo-la-casa-1.16704816]]

Non li definisco nomadi, e neanche abusivi, perché il fumus razzial-cultural-etnico è sempre lì per lì pronto con i suoi distinguo, svelto a bacchettare il giornalismo severo (il nostro).

Io li chiamo cittadini, anche italiani. Dunque: io/noi siamo uguali a loro.

Oltre ad essere tornati al Foro Boario con i propri caravan alla faccia dei divieti e delle ammonizioni, ieri questi cittadini hanno attorniato e minacciato un nostro collaboratore fotografo.

Lo hanno circondato, costretto a mostrare quello che stava impresso dentro lo strumento del suo mestiere, hanno ottenuto di controllare ciò che aveva ritratto. Gli hanno detto di stare alla larga e aggiunto una serie di civili inviti: abbiamo la targa, sappiamo chi sei, ti spacchiamo la faccia, ti bruciamo la casa…

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16708270:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/reggio-emilia-dato-alle-fiamme-un-camper-al-foro-boario/91487/91959]]

Non ho idea a quale cultura i cittadini in questione appartengano. Non mi interessa. Non c’entrano la derivazione o lo spessore educativo, il livello formativo, le sensibilità religiose e i loro tour geografici lunghi o corti.

Faccio riferimento alla legge, al complesso di norme e regolamenti. Loro – questi cittadini – prima di tutto non possono sostare/vivere in quella piazza, non possono fare quello che gli pare, non possono minacciare/cacciare chi penetra nel loro recinto, che è un luogo pubblico, addirittura centrale della città di Reggio.

E vengo a noi che – ripeto – siamo uguali a loro. Cioè mi riferisco alla legge, alle norme, ai regolamenti. Non è possibile e sopportabile che chiunque possa prendersi gioco delle regole, anche quelle minime ed elementari di un “divieto di sosta con rimozione per tutto il giorno per camper e caravan”.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16635399:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2018/03/25/news/reggio-emilia-al-foro-boario-raffica-di-divieti-contro-nomadi-e-degrado-1.16635399]]

Se il divieto c’è bisogna che i vigili elevino le contravvenzioni, bisogna che il carro attrezzi arrivi per davvero e porti via gli autoveicoli che ingombrano. Se queste azioni non vengono attivate non siamo uguali.

Noi siamo i diversi. Noi siamo gli ignoranti. Loro sono i furbi. Capite come si capovolge la “statura” di chi rispetta i doveri?

Dunque, i vigili e tutte le forze dell’ordine, e quindi chi garantisce la sicurezza, perciò anche l’amministrazione comunale devono ripristinare le “stature”, restituire il Foro Boario e altre aree della città all’uso pubblico. È intollerabile che la legge venga aggirata, sopraffatta, sospesa, rimandata, derisa da espedienti tristerrimi: i camper che vanno, i camper che tornano, i camper che si dileguano, i camper che rioccupano. È una beffa.

Beffa che diventa ancor più abnorme se anche i vigili per farla cessare debbono ricorrere a degli stratagemmi segnaletici senza esiti.

Sarebbe paradossale mettere a confronto la minaccia vera subita dal nostro collaboratore fotografo, mentre resta effimera o incompiuta la minaccia rappresentata dalle forze dell’ordine.

I fatti del Foro Boario stanno in equilibrio su questo surrealismo. La legge dei doveri dev’essere durissima. E da oggi cominciamo a contare i giorni.

s.scansani@gazzettadireggio.it. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google