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A Cadelbosco Sopra un gruppo che aiuta le persone autistiche

di Martina Riccò
A Cadelbosco Sopra un gruppo che aiuta le persone autistiche

“ContestoAba” si basa su un diffusissimo metodo scientifico È già operativo, dopo l'estate aprirà la sede allo Spazio Dieci

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CADELBOSCO SOPRA. Aiutare le persone con disabilità e le loro famiglie, con una particolare attenzione a chi soffre di autismo. È l’obiettivo di ContestoAba, ovvero il gruppo formato dalle reggiane Catia Albertini, Alessia Angeloro, Elena Biancolini, Sara Checchia e Sara Costi: cinque piscologhe e analiste del comportamento che da più di dieci anni si occupano di persone disabili e autistiche.

«Lavoriamo da tempo su tutto il territorio nazionale rivolgendoci soprattutto ai bambini – spiegano – ma abbiamo deciso di iniziare un nuovo progetto “a casa nostra”. La nostra provincia è sicuramente più attrezzata di tante altre, eppure c’è ancora tanto da fare, soprattutto nella Bassa: dopo i 18 anni chi ha disabilità è abbandonato a se stesso; parliamo di persone che non solo non sono in grado di interagire con gli altri, ma non riescono nemmeno ad andare a fare la spesa o cucinare un piatto di pasta. Il nostro obiettivo è proprio quello di renderli il più autonomi possibile, trasmettendo inoltre a genitori, familiari ed educatori modelli di comportamento replicabili».

Al centro di tutto l’idea che le porte non si abbattono, ma si aprono con la chiave giusta. Che in questo caso si chiama “Aba”. L’acronimo sta per “Applied behavior analysis” (tradotto in “Analisi comportamentale applicata”) ed è il metodo scientifico, internazionalmente riconosciuto e certificato dall’ente Bacb, che ha come oggetto di indagine il comportamento e come fine quello di migliorare le azioni socialmente significative.

«A differenza di altri approcci più soggettivi – spiegano le psicologhe – l’Aba è un metodo scientifico: utilizza procedure che sono state sperimentate e hanno avuto riscontro, e si basa sui dati raccolti. Questo significa che, quando noi riusciamo ad aprire una porta con i nostri ragazzi, poi i genitori possono continuare ad “entrare”. Purtroppo l’Aba è ancora poco conosciuto in Italia, e spesso chi ne ha sentito parlare ha avuto informazioni non corrette. C’è chi lo ritiene erroneamente un addestramento, chi una terapia ma non è nulla di tutto ciò. È vero che noi cerchiamo di rinforzare i comportamenti positivi premiando, ma dimenticatevi i “robottini”. Il motore è il divertimento: tu puoi soffiare le bolle di sapone da solo, ma se scopri che facendolo insieme a me è più divertente io divento interessante ai tuoi occhi e inizi a cercarmi». Tra le iniziative organizzate dal gruppo ContestoAba ci sono weekend formativi per le famiglie – con parte teorica e pratica – su argomenti sensibili, corsi base per genitori ed educatori, e progetti di autonomia per ragazzi e adulti. «Ovviamente – assicurano le cinque psicologhe – continueremo a occuparci delle persone a domicilio o nelle scuole, dove realizziamo progetti educativi».

A breve, inoltre, il gruppo ContestoAba inizierà una collaborazione con la psicoterapeuta Chiara Puglisi e il maestro di yoga Christian Sassi. Dopo l’estate – nella casa che un tempo era del medico del paese – sarà infatti inaugurato “Spazio Dieci”, una struttura dotata di studi, sale e palestra, in cui ContestoAba porterà le sue proposte.

Il 17 maggio (ore 20.30) al circolo Arci di via Matteotti, a Cadelbosco, ci sarà la prima serata informativa gratuita sul gruppo. L’incontro vuole parlare di Aba, correggendo le cattive informazioni in circolazione, e spiegare cosa si può fare per le persone con disabilità. L’incontro è aperto a tutti ma con iscrizione a contestoaba@gmail.com.

«Nessuna di noi – concludono le cinque psicologhe – avrebbe mai pensato di lavorare con i disabili, ma quando abbiamo incontrato il metodo Aba abbiamo capito che potevamo davvero fare qualcosa. Ci sono le giornate no e ognuna ha le sue cicatrici, ma quando riesci a far parlare per la prima volta un ragazzino di 15 anni capisci che stai facendo la cosa giusta».

Per informazioni, visitare il sito contestoaba.it o anche la pagina Facebook “Contestoaba”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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