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Alla messa per il beato Rivi la figlia dell’uomo che l’uccise

Alla messa per il beato Rivi la figlia dell’uomo che l’uccise

CASTELLARANO. Una domenica all’insegna della riconciliazione storica e del tentativo di cucire ferite antichissime e ancora dolorose. Domani alla pieve di San Valentino di Castellarano verrà...

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CASTELLARANO. Una domenica all’insegna della riconciliazione storica e del tentativo di cucire ferite antichissime e ancora dolorose. Domani alla pieve di San Valentino di Castellarano verrà officiata una messa in ricordo del beato Rolando Rivi, il giovane seminarista ucciso da combattenti partigiani negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, quando aveva 14 anni.

Fra i presenti vi sarà Meris Corghi, la figlia di uno dei due autori materiali dell’esecuzione, pronta a chiedere perdono ai parenti di Rivi durante la cerimonia officiata dal vescovo Massimo Camisasca. Un gesto di riconciliazione forte, come lo ha definito la diocesi reggiana, che avverrà nella pieve dove in un’urna è sistemato il corpo di Rolando Rivi, nel 2013 ufficialmente dichiarato martire e beato, a seguito del riconoscimento di alcune guarigioni ritenute miracolose. La decisione della Corghi è la concretizzazione pubblica di un rapporto intessuto negli ultimi mesi con i famigliari di Rivi: dopo una lettera privata agli ultimi parenti del 14enne ex seminarista, ora è arrivata la decisione di partecipare alla funzione commemorativa che ogni anno viene celebrata alla pieve antica di San Valentino, non lontano dai luoghi dove Rivi era nato. Sarà un ulteriore passo di pacificazione per una vicenda particolarmente dolorosa, che per decenni ha inevitabilmente segnato la vallata del Secchia fra ricordi e rancori, cicatrici lasciate dal periodo più cupo del ’900 italiano, quello segnato dal fascismo e poi dalla guerra civile. Rivi venne catturato il 10 aprile 1945 a San Valentino da alcuni partigiani della 27ª Brigata Garibaldi "Dolo", attiva fra l’Appennino modenese e reggiano. Ritenuto una spia con frequenti contatti coi repubblichini, viene portato a Monchio di Palagano, nel vicino versante modenese, e giustiziato a colpi di pistola il 13 aprile. Il corpo viene fatto ritrovare ai parenti nei giorni seguenti e seppellito proprio a Monchio. Poche settimane dopo, a conflitto finito, la salma viene traslata a San Valentino. Nel frattempo, posate le armi, emergono i dettagli. A sparare è stato il partigiano Giuseppe Corghi, il padre di Meris; Corghi verrà condannato assieme a Delciso Rioli, il comandante del distaccamento partigiano. (adr.ar.)

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