Il festival legalità punta su istituzioni e maxiprocesso
L’edizione 2018 giunge a ridosso dell’attesa sentenza «In otto anni raggiunti 40mila studenti, due generazioni»
REGGIO EMILIA. Un’edizione 2018 che punterà sul ruolo delle istituzioni e che quest’anno prelude all’attesa sentenza del maxiprocesso contro la ’ndrangheta Aemilia. Sarà questo il “sale” sui consueti ingredienti (l’educazione civica rivolta alle giovani generazioni) di “Noicontrolemafie”, il festival della legalità giunto all’ottava edizione.
Con decine di appuntamenti tra seminari, presentazioni di libri, dibattiti, laboratori per studenti e spettacoli in ben 18 Comuni, da lunedì 16 a sabato 21 aprile – con una anticipazione stasera a Poviglio, ore 21 al centro Kaleidos, guest star Nicola Gratteri e Antonio Nicaso – torna la settimana dedicata alla legalità promossa dalla Provincia di Reggio Emilia con la collaborazione della Corte Ospitale di Rubiera per la parte organizzativa, di Caracò per quella educational e di Radio Bruno come media partner.
Il calendario è stato presentato ieri in Provincia dal presidente Giammaria Manghi e dalla vice Ilenia Malavasi, dal direttore scientifico del festival Antonio Nicaso, dalla coordinatrice Rosa Frammartino, dai sindaci dei Comuni coinvolti, dai partner (il presidente dell’Ordine dei commercialisti Corrado Baldini e la vicepresidente di Emilbanca Paola Pizzetti).
Destinatari principali, anche quest’anno, saranno gli studenti degli istituti superiori e comprensivi, perché, come ha dichiarato Manghi, «la legalità dev’essere considerata una materia aggiuntiva». «Reggio Emilia è la provincia che ha reagito di più alla ’ndrangheta e che ha compreso l’importanza di investire nella cultura e nell’educazione civica, ormai scomparsa ma da riproporre in termini di mentalità – ha dichiarato Nicaso –. Il modello Reggio potrebbe diventare un esempio per l’intero Paese».
Malavasi ha sottolineato come in questi otto anni «abbiamo incontrato e risposto alle domande di 40mila studenti delle scuole superiori: significa che abbiamo raggiunto due generazioni. Un lavoro imponente e costante, costruito insieme agli stessi istituti anche attraverso laboratori (dalla scrittura al teatro) che consentono ai ragazzi di utilizzare diversi linguaggi».
In quanto agli obiettivi del festival, «quest’anno puntiamo a far emergere maggiormente il ruolo delle istituzioni, finora rimasto sottotraccia – ha dichiarato il presidente Manghi – Nonostante una lunga stagione di protocolli antimafia che nessun altro territorio può vantare e la decisione, non scontata, di costituirci parte civile al processo Aemilia, che ha portato diversi amministratori pro tempore a contrapporsi in aula a chi ha prodotto eversione chiedendo il risarcimento dei danni anche morali che le comunità hanno patito». Sul maxiprocesso, che si avvia alle battute finali, secondo Manghi «abbiamo visto molte cose in questi mesi: dai collaboratori di giustizia agli imprenditori. Ci fa piacere che coloro ai quali abbiamo affidato il festival potranno esprimere, nella giornata d’apertura, una prima valutazione del dibattimento».
Per quanto riguarda i seminari, da segnalare quello conclusivo di sabato 21 aprile (ore 10.30 all’Auditorium del Credem di via Emilia San Pietro 6) che vedrà, come ha segnalato Manghi, «le massime autorità delle forze dell’ordine»: oltre al procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e al saluto del prefetto di Reggio Emilia Maria Forte, saranno presenti il capo della polizia Franco Gabrielli e i comandanti del Ros reparto speciale dei carabinieri (generale Pasquale Angelosanto) e dello Scico della Guardia di Finanza (generale Alessandro Barbera).
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