L’incontro con “Giuditta” bimba sfuggita alla Shoah
Gli oltre mille studenti reggiani che hanno partecipato al Viaggio della Memoria a tu per tu con Yehudith Kleinman, protagonista di un libro da poco pubblicato
REGGIO EMILIA. Ultimo atto per il Viaggio della Memoria 2018 di Istoreco. Giovedì e venerdì gli oltre mille studenti delle scuole superiori reggiane che fra febbraio e marzo hanno visitato la città di Cracovia e i campi di Auschwitz/Birkenau in Polonia hanno incontrato Yehudith Kleinman, una bimba sfuggita alla Shoah. La Kleinman, arrivata appositamente da Tel Aviv per l’occasione, ha parlato al teatro Ariosto di fronte alle varie classi del Viaggio, divise in due giornate per motivi di capienza. Ultima nata di una famiglia di ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania e riparati a Milano, dove è nata, a 5 anni viene salvata da una vicina di casa quando la madre e la nonna vengono catturate. E poi deportate proprio ad Auschwitz dove trovano la morte.
La vicina cristiana prende con se la piccola “Giuditta”, facendo credere alla polizia che sia sua figlia, e la porta poi in un convento. Da lì, la bimba viene trasferita in un altro convento di suore a Desio, dove verrà nascosta per tutta la guerra. Finito il conflitto, viene mandata al Selvino, nelle Alpi bergamasche, nella struttura allestita per le migliaia di orfani ebrei generati dalla guerra. È il penultimo atto del suo viaggio, che si concluderà poi in Israele, dove arriva giovanissima e sola, senza riferimenti.
La sua storia è narrata nel libro “La bambina dietro gli occhi - Storia di una ragazzina che resiste alla Shoah”, appena pubblicato in Italia da Panozzo Editore, e soprattutto è arrivata direttamente alle ragazze e ai ragazzi del Viaggio, che dopo un lungo percorso di preparazione e formazione e dopo l’esperienza diretta nel luogo simbolo dell’Olocausto hanno conosciuto una vittima diretta di quel periodo.
È la seconda incontrata nel 2018: prima della partenza avevano incontrato l’ebreo romano Piero Terracina, deportato ad Auschwitz/Birkenau assieme ai suoi parenti, unico sopravvissuto dell’intera famiglia. La Kleinman ha narrato la sua storia, risposto alle domande e le varie fasi sono state inframezzate dalle letture del libro della stessa testimone. Entrambe le mattinate sono state aperte dai saluti delle autorità. Venerdì mattina è toccato al padrone di casa Paolo Cantù, direttore generale dei Teatri che da anni collaborano col Viaggio. Giovedì sono intervenuti il sindaco Luca Vecchi e la consigliera regionale Roberta Mori, che ha parlato a nome dell’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna. «La testimonianza di Yehudith Kleinman richiama la capacità straordinaria di restare umani persino di fronte alla Shoah. E ci ricorda come tante persone in Europa protessero gli ebrei a rischio della vita e per questo sono oggi riconosciuti come Giusti tra le Nazioni», riflette la Mori parlando di una «lezione di umanità che ci può salvare dal male assoluto, quello di ieri e quello che purtroppo funesta il presente». Con questa due giorni il percorso ufficiale del Viaggio della Memoria 2018 si conclude, rimangono alcuni progetti di rielaborazione che proseguiranno nelle prossime settimana, spesso inseriti nel calendario delle iniziative del 25 aprile.(adr.ar.)
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