Maestre in piazza per provare a salvare il posto di lavoro
Protesta pacifica con giochi e atelier in piazza del Monte «Vogliamo farci sentire dimostrando le nostre qualità»
REGGIO EMILIA. Una protesta pacifica, nel cuore del centro storico di Reggio. È questo quello che hanno fatto nel pomeriggio di ieri tante maestre delle scuole di Reggio Emilia, Parma, Modena e Bologna che si sono ritrovate in Piazza del Monte per far sentire la propria voce e il proprio disagio in vista della fine dell’anno scolastico che, per molte di loro, nonostante i tanti anni di lavoro, potrebbe voler dire la fine del lavoro.
Nessun sit in o manifestazione per dimostrare il proprio disagio, ma un modo innovativo e divertente per mettere in mostra le proprie capacità: diversi atelier situati proprio in Piazza del Monte per far giocare e divertire i tanti bambini che nel pomeriggio di ieri hanno popolato le vie del centro storico di Reggio.
Giochi e attività divertenti perché la bravura delle maestre deve essere quella di saper alternare l’aspetto educativo con quello ludico, mettendo in piedi una protesta per dimostrare alle persone quelli che sono gli aspetti della vita quotidiana di una maestra e che per molte di loro dal prossimo mese di settembre rischia di non essere più così.
«Stiamo mettendo in mostra quello che sappiamo fare e quelle che sono le nostre capacità – ha affermato ieri pomeriggio Anna Salzano, una delle organizzatrici della protesta andata in scena in Piazza del Monte – vogliamo far conoscere a tutti la nostra situazione, visto che al momento pare che il nostro titolo non sia più sufficiente per svolgere il lavoro che molte di noi fanno ormai da tantissimi anni e nonostante il sostegno che da più parti abbiamo ricevuto».
E sul come far sentire la propria voce, la scelta è stata chiara: «Abbiamo già organizzato degli scioperi negli scorsi giorni – hanno proseguito le maestre – e adesso abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso. Non abbiamo voluto fare il classico sit in di protesta, ma dimostrare a tutti le nostre capacità facendo divertire i bambini, perché le maestre sono anche questo. E noi siamo maestre anche al di fuori delle mura scolastiche». «Tutte noi siamo maestre, donne e madri – hanno concluso – e ora rischiamo di ritrovarci tutte tra pochi mesi senza lavoro».
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