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Minacce al fotografo: identificato

Minacce al fotografo: identificato

Individuato dalla Digos il responsabile dell’aggressione: è un 31enne bosniaco

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REGGIO EMILIA. È stato trovato e identificato il nomade responsabile dell’aggressione verbale al nostro fotografo. Il personaggio che, mentre altri quattro amici urlavano e circondavano il collaboratore della Gazzetta di Reggio, lo ha costretto a mostrargli le fotografie scattate per concludere con la frase «abbiamo la tua targa, se domani vediamo delle nostre foto pubblicate ti bruciamo la moto e la casa».

Si tratta di un 31enne di origini bosniache, una delle 22 persone che sono state identificate durante i controlli di ieri mattina in diversi parcheggi occupati della città.

L’aggressione verbale si è verificata venerdì verso le 12.30, quando il nostro fotografo è andato al Foro Boario per documentare la reiterata presenza della carovana abusiva, nonostante i divieti di amministrazione comunale e polizia municipale. Una decina di vedette però, fra le quali anche diverse donne con bambini, si erano piazzate sui lati del parcheggio, circondando praticamente tutti gli accessi all’area e impedendogli di fatto di entrare.

Il ragazzo ha così deciso di parcheggiare il motorino in una zona poco distante, ma anche qui è stato raggiunto da cinque nomadi che lo avevano notato. Sono quindi partite le minacce, le urla e gli insulti ed è solo grazie ad una escamotage che il fotografo è riuscito in un secondo momento a entrare al Foro Boario.

Dopo l’episodio il ragazzo è andato a segnalare quanto accaduto alla Digos reggiana, fornendo una dettagliata descrizione dei cinque abusivi e permettendo l’identificazione di uno di loro.

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