Il ragazzo venne assassinato dai partigiani il 13 aprile 1945
CASTELLARANO. «Domani un prete di meno». Questa la macabra motivazione che venne data dal commissario politico della formazione partigiana garibaldina che uccise nel 1945 il seminarista di San...
CASTELLARANO. «Domani un prete di meno». Questa la macabra motivazione che venne data dal commissario politico della formazione partigiana garibaldina che uccise nel 1945 il seminarista di San Valentino
Rolando Rivi, che aveva 14 anni. Quando stava per terminare la seconda media, i tedeschi occuparono il seminario di
Marola, dove studiava, e i frequentanti furono mandati alle loro dimore. I genitori, spaventati dall'odio partigiano, invitarono il figlio a togliersi l'abito talare. Lui rispose: «Ma perché? Che male faccio a portarla? Io studio da prete e la veste è il segno che io sono di Gesù». Questa pubblica appartenenza a Cristo gli fu fatale. Un giorno, mentre i genitori si recavano a lavorare nei campi, Rolando prese i libri e si allontanò, come al solito, per studiare in un boschetto. Arrivarono i partigiani, che lo ritenevano una spia dei repubblichini. Lo sequestrarono, gli tolsero la talare e lo torturarono. Rimase tre giorni loro prigioniero, subendo offese e violenze; poi lo condannarono a morte. Lo condussero in un bosco, presso Piane di Monchio (Modena); gli fecero scavare la sua fossa, fu fatto inginocchiare sul bordo e gli spararono 2 colpi di rivoltella, uno al cuore e uno alla fronte. Poi, della sua nera talare ne fecero un pallone da prendere a calci. Era venerdì 13 aprile 1945.
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