La chiesa “promossa” da pieve a santuario
Il vescovo l’ha dedicata al seminarista ucciso. Il sindaco: «Un passo che valorizza il territorio»
CASTELLARANO. Raddoppiano i Santuari nel territorio del Comune di Castellarano. Fino al 14 aprile l’unico santuario presente era quello della Madonna di Campiano che è un famosissimo luogo di culto presente da oltre tre secoli. Da ieri la chiesa di San Valentino dedicata ai Santi Valentino e Eucladio sarà anche santuario dedicato al martirio del beato Rolando Rivi.
Per il territorio di Castellarano si tratta sicuramente di un riconoscimento molto importante che potrà avere molte ripercussioni positive. Per il sindaco, Giorgio Zanni, presente alla messa di riconciliazione, è un altro passo che viene compiuto per valorizzare oltre l’immagine del beato anche quella del territorio. «L’anno scorso abbiamo inaugurato il campo scout – ha affermartoo Zanni- oggi la chiesa è stata nominata santuario e tutto questo porta ad un maggiore interesse al paese di San Valentino e al territorio di Castellarano. Già ora vengono tantissime persone a visitare la chiesa e le nostre colline. Si tratta di un opportunità che è necessario potenziare e aumentare perché potremo riuscire ad ottenere dei buoni risultati dal punto di vista anche turistico. Come amministrazione comunale – conclude – cercheremo di favorire tutte le iniziative culturali e sportive. Sempre l'anno scorso c'è stato, nella piazza dedicata a Rolando, l'arrivo di tappa del giro ciclistico d'Italia giovanile».
Le opportunità turistiche possono essere tante perché San Valentino ha la caratteristica di avere dei bellissimi sentieri e l’allestimento di un campo scout in prossimità della chiesa parrocchiale permette a molti giovani che amano la natura di fare una lunga serie di escursioni fra le colline del comprensorio ceramico e al tempo stesso di dedicarsi a momenti di meditazione e preghiera. Oltre alla Pieve di origine matildica che conserva al suo interno una bellissima opera del Garofalo e il corpo del beato Rolando, vi è anche un piccolo museo dedicato alla vita del giovane seminarista. Una serie di pannelli e alcuni oggetti raccontano la breve vita del giovane ucciso a 14 anni e della sua passione per la religione che condensava nel motto: «Io sono di Gesù». Sempre nella frazione è presente un castello che da pochi anni è diventato di proprietà comunale dove sono stati fatti degli interventi che ne hanno consolidato la struttura. Inoltre è presente un golf club e numerosi ristoranti specializzati nei prodotti tipici della cucina reggiana e emiliana.( p.r.)
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