Gazzetta di Reggio

Reggio

Chiesa gremita per l’addio a Ghizzoni

di Andrea Munari
Chiesa gremita per l’addio a Ghizzoni

Il ricordo di Ivaldo Casali: «Era un vero amico, sincero e leale, per il quale spenderò sempre delle ottime parole»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Tanta, tantissima gente ieri pomeriggio ha voluto portare il proprio ultimo saluto a Vivaldo Ghizzoni, vigile della polizia municipale di Reggio deceduto domenica all’ospedale Santa Maria Nuova all’età di 71 anni. Amici, conoscenti, ex colleghi della Municipale ed esponenti di Forza Italia, di cui Ghizzoni fu militante per due mandati, hanno riempito il piazzale della chiesa di Gaida già molto prima dell’arrivo del feretro partito dalla camera ardente di Reggio.

Nessuno ha voluto far mancare il proprio ultimo saluto al “Ghizzo”, il poliziotto intransigente “terrore” dei tanti ragazzini che negli anni Novanta percorrevano le vie della città con gli scooter truccati, convinti di essere praticamente imprendibili dalle forze dell’ordine. Per Vivaldo Ghizzoni però nessuno di loro era imprendibile; in sella alla sua moto non ha mai lasciato scampo a nessuno.

Il feretro di Vivaldo Ghizzoni è arrivato alla chiesa di Gaida alle ore 16, preceduto da due agenti della polizia municipale che hanno collocato le proprie moto davanti all’ingresso della chiesa, in attesa che la bara di Ghizzoni arrivasse sul sagrato.

L’ingresso del feretro è stato accompagnato da una musica di violino che, come ha ricordato il prete prima di iniziare la funzione, «è una musica suonata all’interno della sua casa, che ricorda l’ambiente famigliare». A ricordare in chiesa Vivaldo Ghizzoni sono stati i colleghi di lavoro, con i quali aveva condiviso tanti anni con addosso l’uniforme della polizia municipale: «Adesso Vivaldo ha intrapreso un nuovo percorso – ha affermato con la voce strozzata per l’emozione una collega del “Ghizzo” –, quello che posso dire è che per me è stato un maestro di vita e un maestro all’interno della polizia municipale».

«Ci siamo conosciuti ventidue anni fa quando sono stata assunta nella polizia municipale – ha proseguito – e sul lavoro è sempre stato un esempio di correttezza e un modello da seguire. Era un uomo irreprensibile e corretto. Ha amato tanto il suo lavoro che ha sempre svolto con grande correttezza e passione. Quello che mi ha sempre colpito di lui era la bontà d’animo».

«Ricordo uno dei primi servizi che abbiamo fatto insieme – ha concluso –, eravamo di pattuglia a un concerto e mi rimproverò perché mentre gli parlavo gli davo del lei. Da lì è nato il nostro rapporto di lavoro che con gli anni si è trasformato in una grande amicizia».

Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo avere lasciato il cimitero di Gaida in cui Vivaldo Ghizzoni è stato sepolto, anche Ivaldo Casali ha voluto ricordare l’amico scomparso: «La sua scomparsa mi tocca profondamente – ha sottolineato Casali, anche lui ex vigile e già consigliere comunale di centrodestra a Cavriago – perché dentro di me è ben presente il ricordo di una persona per bene. Ci teneva a far rispettare le regole ma quello che non dimenticherò mai è il suo aspetto umano, che usciva ogni volta che toglieva la divisa. Era un vero amico, sincero e leale, per il quale spenderò sempre delle splendide parole».

Vivaldo Ghizzoni lascia il figlio Raffaele, che come il padre da 17 anni indossa la divisa della polizia municipale e al momento dell’arrivo del feretro nella chiesa è stato abbracciato da tutte le persone presenti; lascia la moglie Leandra Fiocchi, ex assistente capo della Municipale di Reggio, con la figlia Eloiza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google