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Confcooperative: «Basta irregolarità e false imprese»

Confcooperative: «Basta irregolarità e false imprese»

Stefano Spaggiari, presidente del settore Lavoro e Servizi «La concorrenza sleale va stroncata con azioni più dure»  

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REGGIO EMILIA. Stefano Spaggiari, 59 anni, è stato confermato alla presidenza del settore Lavoro e Servizi di Confcooperative, organizzazione della quale fanno parte 115 imprese e conta 14.625 soci e 13.463 lavoratori. Il fatturato annuo ammonta ad 1 miliardo e 300 milioni di euro. Al fianco di Spaggiari siederanno, nel Consiglio di amministrazione, Fiorenzo Prati (costruzioni), Michela Aguzzoli (pulizie), Roberto D’Autilio e Cecilia Saltarello (Information thecnology), Roberto Salsi (trasporti), Anna Maria Gavioli (consumo-distribuzione), Anna Piacentini (consulenza d’impresa), Giovanni Sorrivi (abitazione) ed Ivano Caffagni (vigilanza). È al tema del lavoro, della sua regolarità e della trasparenza, che ha fatto riferimento il neo rieletto subito dopo l’insediamento con l’indicazione dell’azione da svolgere per una corretta competizione. «Sul nuovo codice dei contratti pubblici – ha infatti affermato – siamo scesi in campo con tutte le associazioni imprenditoriali presentando proposte finalizzate ad una maggior correttezza nei casi di accesso agli appalti di piccole e medie imprese locali. Questo coinvolgimento può generare ricchezza ed occupazione oltre ad agevolare i controlli sull’uso delle risorse pubbliche e l’affidabilità di chi partecipa alle gare».

«Mentre attendiamo uno sviluppo di buone prassi su questo fronte – ha aggiunto Spaggiari – dobbiamo sconfiggere le distorsioni che vengono generate da imprese irregolari e pratiche di dumping contrattuale lesive dei diritti dei lavoratori perché generano una concorrenza sleale che si ripercuote pesantemente e negativamente sulle imprese virtuose. Non è un caso che all’aumento del numero degli occupati nelle nostre cooperative corrisponda un calo del fatturato che nell’ultimo biennio è stato pari al 9,4 per cento. Fenomeno che si lamenta settori a più alta occupazione con risultati d’esercizio che si collocano nettamente al di sotto delle imprese cooperative della nostra provincia. Significa che l’assegnazione delle commesse parte da forzature inaccettabili proprio sul costo del lavoro per la presenza di false cooperative che da tempo chiediamo vengano stroncate». «I soci lavoratori delle nostre imprese – la sua conclusione – continuano ad adottare soluzioni solidali che assicurano il mantenimento e la crescita dell’inclusione lavorativa di persone che scontano condizioni di fragilità. È impensabile che ciò possa continuare in assenza di condizioni minime di redditività. Per questo che chiediamo più severe ed un nuovo patto fra committenza e fornitori di servizi per ristabilire condizioni di equità e per valorizzare investimenti e lavoro».(l.v.)



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