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Delitto di Fabbrico, indiani davanti il gip

Delitto di Fabbrico, indiani davanti il gip

I due accusati di omicidio premeditato: Ahmed Waqas ucciso per futili motivi, nascosto il corpo

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FABBRICO. Accusati dell’omicidio volontario di Ahmed Waqas, pakistano, all’epoca di 22 anni, di Fabbrico, aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai futili motivi, compariranno davanti al gip Luca Ramponi per l’udienza preliminare fissata il 30 aprile, Mustafa Ghulam, 46 anni, detenuto alla Pulce (difeso dall’avvocato Giampaolo Cazzola del foro di Verona) e Shamraiz Sadiq Naveed, 39 anni, a piede libero dopo la scarcerazione decisa dal tribunale del riesame di Bologna, assistito dall’avvocato Paolo Campostrini del foro di Mantova. Chiusa la fase delle indagini dopo il lunghissimo interrogatorio – oltre 4 ore – di Ghulam lo scorso marzo, nell’incidente probatorio al quale hanno partecipato anche le parti civili, rappresentate dagli avvocati Francesco Tazzari e Mauro Intagliata che curano gli interessi del padre della vittima, con la richiesta di rinvio a giudizio da parte del sostituto Giacomo Forte, ora la parola passa al giudice che deciderà se mandare o meno a processo i due indagati.

Ghulam e Naveed sono accusati di aver ammazzato prima con un fendente al ventre poi con un altro alla gola, la notte del 15 febbraio del 2014, e sotterrato in un campo in via Cascina a Fabbrico (cadavere trovato molto mesi dopo e del tutto fortuitamente), il giovane pakistano reo di aver sparlato della bella moglie di Naveed che viveva, a quel tempo, nel paese d’origine del marito. I due, secondo le indagini dei carabinieri del nucleo operativo e investigativo di Reggio, avrebbero architettato una messa in scena degna di un noir, durata per molti mesi, per far cadere il pakistano nella trappola e quindi ucciderlo. Avrebbero fatto innamorare Waqas di una donna del tutto fittizia, esistente solo su un profilo Facebook da loro governato, per indurlo ad allontanarsi da Fabbrico per seguirla in Germania. La notte della partenza, dopo i saluti ai parenti, lo avrebbero ucciso e poi avrbbero occultato il cadavere.

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