Destinato al macello il toro fugge e arriva vicino al centro
CASTELNOVO MONTI. Dopo il vitello in fuga che era scappato dal camion che lo stava trasportando al macello, poche settimane fa a Codemondo, ieri a Castelnovo si è vissuta una sorta di corrida a causa...
CASTELNOVO MONTI. Dopo il vitello in fuga che era scappato dal camion che lo stava trasportando al macello, poche settimane fa a Codemondo, ieri a Castelnovo si è vissuta una sorta di corrida a causa di un toro, che ha replicato la fuga, ma questa volta ancor prima di essere caricato sul mezzo che lo doveva condurre al suo destino.
Attorno alle 11.30 ieri mattina, in una azienda agricola in località Casino, alcuni addetti stavano cercando di far salire appunto un toro sul camion diretto al macello. Ma il bovino, di stazza piuttosto massiccia, non sembrava molto d’accordo, e con qualche strattone ha pensato bene di liberarsi e scappare per i campi.
Sceso attraverso i prati e i boschi vicini, è arrivato a qualche chilometro di distanza, in prossimità del capoluogo, in via Bellessere, non lontano dalla caserma dei vigili del fuoco del capoluogo appenninico. Gli inseguitori hanno subito avvisato della fuga del toro, che poteva diventare anche pericolosa visto che l’animale è appunto arrivato a pochissima distanza dal centro del paese (via Bellessere parte da piazza Gramsci, dove si trova anche il Municipio) e l’animale si mostrava molto nervoso e irritato. Sono intervenuti oltre ai vigili del fuoco del locale distaccamento, anche uomini del nucleo radiomobile dei carabinieri, e la polizia provinciale, unica forza di polizia abilitata per l’uso della tele narcosi, in pratica i proiettili soporiferi che erano necessari per calmare e addormentare l’animale.
Gli agenti della Provinciale si sono rivolti al servizio veterinario Ausl e al dottor Stefano Guazzetti, che ha provveduto a indicare la composizione e la dose di anestetico necessaria per sedare l’animale. Dopo di che, con la “copertura” dei colleghi di carabinieri e vigili del fuoco, l’agente della Provinciale Stefano Rossi si è lentamente e gradualmente avvicinato al toro, fino a raggiungere la distanza utile per sparare i proiettili narcotici. Sono state poi necessarie un paio d’ore in cui il toro è stato tenuto sotto stretta osservazione perché il medicinale facesse effetto, dopo di che l’animale è stato caricato e riportato all’azienda agricola. (l.t.)
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