Fiaccadori: «L’Anpi mancava perché non è stata invitata»
CASTELLARANO. Quella di domenica è stata una giornata di grande festa a San Valentino di Castellarano, dove è stato celebrato il 73esimo anniversario del martirio del beato Rolando Rivi. A rendere la...
CASTELLARANO. Quella di domenica è stata una giornata di grande festa a San Valentino di Castellarano, dove è stato celebrato il 73esimo anniversario del martirio del beato Rolando Rivi. A rendere la ricorrenza particolarmente speciale è stata la svolta storica rappresentata dalla riconciliazione a seguito di quel drammatico fatto di sangue avvenuto il 13 aprile 1945: la figlia del comandante partigiano che ha sparato al giovane seminarista, Meris Corghi, ha infatti chiesto il perdono alla famiglia Rivi per l'uccisione del giovane che aveva deciso di rimanere fedele alla fede in Cristo fino al martirio. Non ha mancato di suscitare però qualche polemica l’assenza alla giornata dell’Anpi reggiana. Un’assenza che viene motivata dal presidente provinciale Ermete Fiaccadori: «L’associazione non era presente – spiega – perché non è stata invitata da nessuno. Ho saputo solo tre giorni prima, peraltro casualmente, mentre mi trovavo a Roma, che si sarebbe verificato questo importante incontro. Peccato, perché sarebbe stato un bel momento da vivere, anche perché a quanto mi risulta si sapeva da circa tre mesi che la signora Corghi avrebbe chiesto perdono».
«Ritengo – prosegue Fiaccadori – che si debba parlare della vicenda su due piani diversi: da un lato, quello privato della signora Corghi che si è rivolta ai Rivi per chiedere perdono, una scelta frutto di meditazione personale, profonda e travagliata. Dall’altro, il rapporto con Anpi, che in questo caso non c’è stato. L’associazione venne invitata alla cerimonia di beatificazione nel 2013 e partecipò, aderendo con la propria presenza a un momento importante. Va anche aggiunto che l’Anpi ha anche più volte espresso una ferma condanna dell’accaduto e sulle sue modalità, senza prendere le difese degli autori del gesto». «C’erano tutte le condizioni per coinvolgere Anpi in un evento come questo – conclude il presidente – e ne prendo atto. Detto questo, avvieremo all’interno degli organismi Anpi una riflessione per fare ulteriore chiarezza sulle violenze a danno di civili e sacerdoti da parte di partigiani o di persone a essi collegate». (a.v.)
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