Ma lei, onorevole, sa che cosa è un giornale?
Bisogna che Vinci si convinca che di rosso c’è soltanto la matita che sottolinea tre suoi errori gravi: lui non è una notizia, lui non è un’agenzia di stampa, lui deve molto studiare da deputato....
Bisogna che Vinci si convinca che di rosso c’è soltanto la matita che sottolinea tre suoi errori gravi: lui non è una notizia, lui non è un’agenzia di stampa, lui deve molto studiare da deputato.
Scritto questo, nel rispetto dei lettori è bene che prima venga riavvolto il nastro. Racconto quel che è successo, ciò che spesso accade fra noi e con chi arde nel voler fare il mestiere degli altri.
Domenica mattina il deputato leghista ha inviato al nostro redattore Leonardo Grilli un post con video e immagini del mercato ortofrutticolo abusivo impiantato sulla rotonda d’ingresso al casello autostradale di Reggio Emilia. O meglio, il deputato ha spedito via Whatsapp al giornalista il suo post su Facebook, come se tutta questa giravolta digitale portasse dritta dritta alla pubblicazione con sua celebrazione.
Vinci, ma che scrive? Noi siamo all’antica e osserviamo regole intramontabili: riceviamo una segnalazione, ne verifichiamo l’attendibilità, andiamo noi sul posto a scattare foto e produrre filmati. Non esiste – e lo rifuggiamo – l’automatismo del “visto si stampi”. Siamo un giornale, non una tipografia al servizio. Noi valutiamo l’interesse pubblico, non barattiamo eventuali commenti o strategie personali. La censura la utilizziamo, ma per il porno.
Da un politico attendiamo prese di posizione, analisi, comunicati articolati (non di seconda mano, di ritorno da Facebook). E al riguardo Vinci fa pure tenerezza col solito ritornello spuntato: la richiesta di dimissioni del sindaco perché qualcuno illegalmente vende frutta e verdura su un rondò.
Cioè secondo l’onorevole avremmo dovuto concludere la cronaca del bazar ortofrutticolo citando la fonte (lui), utilizzando le immagini (sue), scrivendo per l’ennesima volta “sindaco a casa!” (per lui).
Io sono del parere che la Gazzetta sia un’istituzione quanto Vinci deputato dal 4 marzo scorso. E che di conseguenza vi debba essere coscienza. Che tra lui e noi debbano quindi intercorrere relazioni chiare e dirette, anche di rispetto serissimo delle reciproche attività. Il nostro non è un singulto social. È una responsabilità sociale.
Dunque, noi sappiamo che cosa dovrebbe fare un deputato, lui non sa che cos’è un giornale.
La conferma? Sta nelle ultime righe del suo post su Facebook, suo strumento preferito d’articolazione comunicativa: “Ma fra un anno anche questa amministrazione verrà spazzata via, anche contro l’ostilità della Gazzetta di Reggio”.
Vinci, spazzi quello che crede. Ostilità? Macché, onorevole deputato, la Gazzetta la ama da subito perché avrà parecchio da fare, cercare, scrivere, informare. Con Vinci al potere, di guardia ai traffici di arance e salumi piccanti nel rondò del ponte di Calatrava...
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