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Quattro anni ai due spacciatori

Quattro anni ai due spacciatori

Gli albanesi patteggiano: erano stati trovati in un casolare di Roncocesi con cocaina e marijuana

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REGGIO EMILIA. Hanno patteggiato 4 anni di carcere (pena non sospesa) il 29enne Arsid Subashi e il 28enne Dorian Cakri, i due albanesi del cosiddetto “casolare della droga” di Roncocesi. ll 6 novembre 2017 i due erano stati arrestati dalla squadra mobile, che teneva d’occhio quel casolare abbandonato in via Ancini, nella borgata di Case Pirondi. Lì era stata scoperta, nascosta all’interno del fabbricato, una piantagione di marijuana: 648 piante in vario stato di maturazione, lampade alogene e un impianto di aspirazione, il tutto accudito da un “agricoltore” di origini cinesi. Sorvegliando il via e vai, i poliziotti avevano intercettato un giovane (Subashi) che stava uscendo dal casolare: addosso aveva un involucro contenente 25 grammi di cocaina e una chiave utilizzata per chiudere una delle stanze del casolare. Così gli agenti, entrati grazie alla chiave, avevano trovato Cakri in possesso di altri 140 grammi di cocaina, in parte nascosta in un vasetto di vetro assieme a del riso: secondo gli inquirenti, il barattolo era stato disseppellito da poco per rifornire i clienti e il riso serviva ad assorbire l’umidità del terreno e preservare intatto lo stupefacente. Nel domicilio di Subashi erano saltati fuori altra cocaina, per un totale di 160 grammi, e sette cellulari. Ieri i due, difesi dall’avvocato Costantino Diana dello studio Cataliotti, sono comparsi in tribunale per il rito abbreviato. Subashi, incensurato, si è scusato e ha ammesso i fatti, mentre Cakri si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il pm Claudio Santangelo ha proposto una pena di 5 anni e 9 mesi, confermata (con lo sconto dell’abbreviato) a 4 anni dal gip Luca Ramponi. (am.p.)

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