Sindacati: affidare alla nuova Asp la gestione dei servizi agli anziani
Correggio, dopo l’inchiesta della Procura sui maltrattamenti nella casa di residenza di via Mandriolo Cgil, Cisl e Uil propongono di unificare il governo del settore e chiedono il confronto con Comuni e Ausl
CORREGGIO. Una gestione unica dei servizi agli anziani da affidare ad Asp. La proposta viene dai sindacati Cgil, Cisl e Uil di Reggio Emilia, che stanno battendo sul tasto della riorganizzazione del sistema nell’intero territorio provinciale, a partire dai distretti della Bassa reggiana e della montagna. «La gestione associata dei servizi di tutti i comuni da affidare ad Asp (l’Azienda pubblica di servizi alla persona, ndr) – per i sindacati – sarebbe l’ unico strumento che permette di tenere insieme programmazione e gestione diretta dei servizi».
«Ora a fronte dell’inchiesta in corso a Correggio nella casa di residenza anziani – affermano Cgil, Cisl e Uil – è necessario avviare una riflessione sulla sostenibilità dell’attuale assetto dei servizi socio sanitari presente nel distretto della Pianura reggiana».
Attualmente la gestione vede l’affiancamento di gestori pubblici e privati: l’Asp “Magiera Ansaloni”, nata nel 2008 dalla preesistente Ipab, gestisce direttamente, oltre al servizio di assistenza domiciliare per tutti i sei comuni dell’Unione, case di residenza e centri diurni di quattro comuni: Rio Saliceto, Campagnola, San Martino in Rio e Rolo. Le strutture di Correggio e Fabbrico, invece, dove già nel 1998 era avvenuta la completa esternalizzazione dei servizi, continuano ad essere gestite, tramite gara d’ appalto, da soggetti cooperativi, quali Coopselios e Ambra. «In questa fase in cui il tema della gestione dei servizi alle persone non autosufficienti è tornato prepotentemente alla ribalta – proseguono Cgil, Cisl e Uil – i sindacati ritengono che tutti i gestori, pubblici e privati, del territorio siano chiamati in causa e debbano cogliere l’occasione per ragionare insieme sul futuro sistema dei servizi dell’Unione nel suo complesso, anche in funzione delle prossime scadenze dell’accreditamento dei diversi soggetti gestori». Primario, inoltre, secondo i sindacati, il ruolo dei Comuni che «non possono sottrarsi dall’esercitare un ruolo forte di governo dei servizi socio sanitari, che si realizza se c’è la capacità di leggere i bisogni dei cittadini e di programmare risposte adeguate, valorizzando – aggiungono – il patrimonio di professionalità e competenze acquisite in tutti i servizi territoriali, pubblici e privati, anche attraverso politiche di assunzioni». Un unico soggetto pubblico quale una “nuova” Asp per tutti i Comuni del distretto, secondo Cgil, Csil e Uil, «oltre alla gestione diretta dei servizi può svolgere anche una funzione qualificata di indirizzo e consulenza per la programmazione che non può che aiutare il ruolo degli amministratori locali nella comprensione delle esigenze degli utenti e delle loro famiglie». L’obiettivo, per i sindacati, è quello di evitare quanto accaduto nella casa di riposo di Mandriolo, fatti che inoltre non sono stati segnalati in alcun modo al Comune.
«L’intermediazione di un gestore esterno – continuano Cgil, Cisl e Uil – oltre a creare una distanza tra l’ente pubblico e il cittadino, rende sicuramente più complicata la doverosa azione dei controlli della qualità dei servizi e del rispetto degli standard fissati dall’accreditamento, che competono al committente dell’appalto». Un aspetto importante da affrontare, che compete alla Regione – dicono i sindacati – è quello della revisione dei criteri di accreditamento «al fine di contrastare la tendenza per cui gli standard di qualità definiti come minimi divengano di fatto i massimi».
Cgil, Cils e Uil chiederanno di avviare un confronto sul tema fra tutti i soggetti coinvolti: sindaci, Ausl e associazioni di volontariato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
