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Del Bue: «Con lui se ne va un pezzo della mia vita»

«Otello e Reggio sono stati la stessa cosa. Tutt'uno con la resistenza, il Pci, i morti del 7 luglio, il comitato antifascista e del primo tricolore, le mostre su Garibaldi e il Risorgimento, le...

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«Otello e Reggio sono stati la stessa cosa. Tutt'uno con la resistenza, il Pci, i morti del 7 luglio, il comitato antifascista e del primo tricolore, le mostre su Garibaldi e il Risorgimento, le manifestazioni del 7 gennaio, la fine del comunismo e la glasnost del dopo 89, il Chi sa parli». Così l’on. Mauro Del Bue, che continua: «Non mi viene in mente un solo grande evento di cui Otello non sia protagonista. Riuscì a stare alla Camera solo una legislatura poi fu sempre e solo reggiano a tutti gli effetti. Fu partigiano e gappista, poi convinto comunista (a mio avviso anche troppo dopo il ’56), fondò a Reggio il Comitato antifascista, poi dell’ordine democratico, contro il terrorismo nero e rosso, nel 1989 appoggiò la svolta di Occhetto, convinto della alleanza coi socialisti di Craxi, col quale aveva ingaggiato nel 1986 una battaglia per il riconoscimento di Reggio come patria del tricolore. Riuscì in quell’occasione a mobilitare l'intera città, e vinse. Poi il dopo l’89, con le ammissioni dell'agosto del 1990, era la prima volta da parte di un comunista, delle responsabilità del gruppo dirigente del Pci nelle uccisioni del dopoguerra. Pagò un prezzo altissimo. Io gli fui al fianco... Sapeva tener duro sempre, a costo di sbattere la testa contro il muro per poi abbattere il muro. Mi mancherà, ci mancherà. Con Otello se ne va anche un pezzo della mia vita».



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