Folla e scintille al duello tra “sì” e “no”
Edificio nuovo o ristrutturazione della Rodari: i comitati hanno presentato le loro tesi in un salone consiliare gremito
CAVRIAGO. Anche l’ultimo tentativo di evitare il referendum di domenica prossima è andato a vuoto. L’invito del comitato del “no”, a pochissimi giorni dal voto, a riaprire il confronto per trovare una soluzione condivisa sul progetto della scuola Rodari non è stato accolto dai rappresentanti del comitato per il “sì”, che punta a realizzare una nuova scuola media in zona Pianella e che ha dichiarato «di non fidarsi di un progetto, anzi un disegno, arrivato all’ultimo momento».
Il confronto tra i rappresentanti dei due Comitati (Davide Farella e Glauco Fantini per il sì e Luigi Bianco e Francesca Bedogni per il no) andato in scena lunedì sera fino a mezzanotte in una sala consiliare stracolma, non ha abbattuto o scalfito il muro che spacca il paese tra chi vuol ristrutturare la scuola Rodari (come sostengono, oltre al comitato del no, giunta e sindaco) e le persone favorevoli a costruire una nuova scuola e che, per arrivare al referendum consultivo, hanno raccolto oltre 800 firme. Un referendum che per essere valido deve raggiungere il quorum di 3.317 votanti (ovvero il 40% + 1) degli aventi diritto.
Adesso toccherà agli 8.291 aventi diritto (compresi i 16enni e i cittadini stranieri residenti a Cavriago da almeno un anno) scegliere innanzitutto se andare a votare. Perché il comitato del no, per vincere, punta sull’astensionismo. Il confronto di lunedì sera, acceso nei toni ma corretto, dopo la presentazione delle ragioni da parte dei due comitati ha lasciato molto spazio agli interventi dalla platea, anche fisicamente divisa a metà tra le due fazioni. Il dibattito non poteva, a pochi giorni dal voto, cambiare gli scenari, così come non è stato in grado di farlo l’ultimo progetto (vistato dalla giunta il 12 aprile scorso) e che, a parere unanime di entrambi i comitati, è migliore di quello precedente. Un risultato rivendicato dal comitato del sì e ottenuto grazie alla propria mobilitazione, obbligando in qualche modo la giunta a rivedere il progetto iniziale.
Alcuni nodi sono però rimasti irrisolti, anche dopo il confronto-scontro di lunedì sera: l’assenza di un progetto definitivo, da parte di entrambi, che indichi tempi e costi necessari per l’opera e la copertura finanziaria della nuova scuola che appare non certa. Il comitato per il sì punta sulla rinegoziazione di una fideiussione di 2 milioni di euro, mentre per il comitato per il no quella strada potrebbe rischiare di far trovare il Comune senza risorse sia per ristrutturare, sia per realizzare un nuovo edificio. Anche per questa ragione le cifre lunedì sera hanno in qualche modo oscillato e sono diventate oggetto di scontro.
A questo punto, a far fede non può essere che il piano finanziario indicato dal quesito referendario. Il confronto sulla scuola ha però finito per diventare anche uno scontro politico, con il Pd che appoggia giunta e sindaco che vogliono la ristrutturazione, e le opposizioni che vogliono la nuova scuola. Soprattutto Leu e M5S, che con propri esponenti e parlamentari si sono espressi a favore di una nuova scuola in zona Pianella. Assenti, non per scelta ma per obbligo di legge (il silenzio deve durare da 30 giorni prima del voto), le voci del sindaco e della giunta, che però sono contrari a una nuova scuola, come ha scritto il sindaco in una lettera che ha scatenato polemiche non ancora sopite tra i due comitati. Dopo il referendum, toccherà al consiglio comunale decidere cosa fare, con l’esito del voto che difficilmente potrà essere considerato ininfluente.
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