«Intollerabile augurare la morte»
Duri i parlamentari del M5s Spadoni, Mantovani e Zanichelli: «Inaccettabile»
CAMPAGNOLA. Non solo richiesta di scuse immediate, ma anche pretesa delle sue dimissioni. Il Movimento 5 Stelle vuole la testa – politicamente parlando – del suo consigliere. In una fase così delicata a livello nazionale, dove tutti sono alla ricerca di un equilibrio piuttosto che lo scontro, l’uscita di Rajinder Singh non è stata perdonata. E così, ieri mattina, è arrivata la stangata finale sulla sue carriera.
In una nota congiunta della deputata Maria Edera Spadoni, della senatrice Maria Laura Mantovani e del deputato Davide Zanichelli, in accordo con tutti i consiglieri comunali grillini della provincia, viene infatti dichiarato che «le parole del consigliere comunale di Campagnola Rajinder Singh su Berlusconi sono inaccettabili e le condanniamo senza sé e senza ma. Nella dialettica politica lo scontro, anche duro, su diverse posizioni è assolutamente lecito, del resto il Movimento 5 Stelle è agli antipodi politici di Berlusconi e Forza Italia, ma non è tollerabile augurare la morte a nessuno».
Quindi, concludono i tre parlamentari reggiani, «aspettiamo delle scuse ufficiali quanto prima, insieme alle sue dimissioni da consigliere comunale. Nel frattempo abbiamo avviato tutti i canali disciplinari regolamentati dal nostro statuto». Le scuse, un paio d’ora la diffusione di questa nota, sono effettivamente arrivate.
Le dimissioni, invece, no. Anzi, sono state quasi rigettate dal consigliere di origine indiana Singh. Che, al telefono, è sembrato tutt’altro che incline a questa eventualità: «Allora di tutti quelli che hanno insultato Di Maio – ci spiega – quanti si sono poi dimessi? Sgarbi si è mai dimesso? Dimettermi mi sembra esagerato».
Un concetto ripreso, in modo più velato, anche nelle sue scuse pubbliche su Facebook: «D’altronde le offese a livello personale gridate direttamente in tv mi sembra non si siano mai risparmiate da nessuna di quelle parti politiche che si ritengono cosi profondamente offese, anche da un post condiviso su un profilo personale e non pubblico, in questo frangente».
Così, forse per cercare di salvare il salvabile, immediatamente dopo aver pubblicato il post di marcia indietro Rajinder lo ha inviato «sia a Maria Edera Spadoni che a un rappresentante regionale. Ma ancora non mi hanno risposto». Intanto la segnalazione ai probiviri è partita, e potrebbe sfociare nell’espulsione o la sospensione. (l.g.)
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