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Madre con 2 figli sfrattata da casa

Il Comune: «Ha rifiutato la sistemazione in un alloggio a Fosdondo»

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CORREGGIO. Una madre con due figli, in forti difficoltà economiche, verrà sfratta da casa. Gli ufficiali giudiziari si presenteranno a casa della donna domani. Un appello per aiutarla è comparso sul gruppo Facebook “Sei di Correggio se” e la mobilitazione è diventata generale. Anche il Comune, chiamato in causa da molti cittadini, è intervenuto per spigare la situazione.

«La famiglia in difficoltà ( nucleo composto da madre e due figli, di cui uno maggiorenne, entrambi studenti, oltre ad altri due figli, maggiorenni, entrambi residenti fuori dal territorio di Correggio ndr) ha ricevuto uno sfratto esecutivo fissato dal proprietario della casa dove si trovava in affitto negli ultimi quindici anni».

Dal 2013 la donna e i due figli sono assistiti dai servizi sociali che anche attualmente li ha in carico. «In questo periodo – prosegue il comunicato del Comune – a seguito delle difficoltà non solo di tipo economico manifestate dopo la separazione dal padre dei due figli rimasti in casa, la signora ha ricevuto contributi e sostegni a vario titolo, oltre al supporto della Caritas di Correggio per quanto riguarda gli alimenti e il pagamento di alcune utenze». In vista dell’esecuzione dello sfratto i servizi sociali le hanno offerto una soluzione abitativa temporanea, in un appartamento sociale per le emergenze, a Fosdondo, su due piani, dotato di due camere da letto, due bagni, una sala cucina, per un totale di circa 75mq. «Occorre precisare – aggiungono in Comune – che l’appartamento si colloca in un progetto più ampio di accompagnamento e di aiuto da parte delle famiglie che abitano a fianco e che in negli ultimi quattro anni ha già permesso di riportare all’autonomia abitativa altri due nuclei familiari. L’abitazione per l’accoglienza si trova in una zona servita dai mezzi pubblici, utilizzati quotidianamente dai residenti per recarsi a Reggio, a Correggio, a scuola o al lavoro. In ogni caso, la condizione di vicinanza con le famiglie accoglienti, e lo stesso progetto cui fanno riferimento, avrebbe permesso adeguato sostegno anche per gli eventuali e necessari spostamenti». La soluzione non è però piaciuta alla donna. «Dopo un sopralluogo effettuato pochi giorni fa insieme all’assistente sociale – conclude il comunicato – la signora ha però rifiutato questa soluzione, preferendo cercare altre abitazioni, sempre tramite soggetti privati».



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