Gazzetta di Reggio

Reggio

Raccontare in foto i servizi sociali

di Andrea Munari
Raccontare in foto i servizi sociali

Le immagini della fotografa Melissa Iannace saranno esposte in stazione dal 20 aprile al 31 maggio

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REGGIO EMILIA. Mostrare il lavoro sociale, e farlo attraverso la fotografia. È questo l’argomento della mostra inserita nel circuito Off di Fotografia Europea che da venerdì prenderà il via all’interno della stazione ferroviaria in Piazzale Marconi fino al prossimo 31 maggio. Il titolo della mostra sarà “Una certa idea di mondo” e vuole porre l’attenzione su quello che è il lavoro svolto quotidianamente dai servizi sociali. Un lavoro che si pone come obiettivo quello di costruire un’idea di comunità nuova e che grazie all’aiuto di tantissimi cittadini, coinvolge molte famiglie. Melissa Iannace, la fotografa che ha realizzato le 21 foto che saranno esposte, ha voluto porre l’attenzione sul concetto dell’abitare, sviluppato in tre diversi concetti: abitare il territorio, con i poli del servizio sociale che dal 2003 cercano di sviluppare interazioni più dirette con i cittadini, abitare la casa con le richieste di sfratto che negli ultimi anni a Reggio è stata in costante crescita e abitare i servizi con tutto ciò che è la quotidianità degli operatori sociali. «La scelta di partecipare a Fotografia Europea è stata fatta per dare visibilità a tutto ciò che viene fatto dai servizi sociali - ha affermato Germana Corradini, dirigente dei servizi sociali - e farlo con un nuovo approccio rispetto a quello che avevamo fatto fino ad oggi. Un approccio che non fosse solamente riservato agli operatori, ma che fosse comprensibile da parte di tutti i cittadini». «Non sono stupito dal fatto che i servizi sociali abbiano avuto questa idea - ha sottolineato Matteo Sassi, vicesindaco e assessore al Walfare - in questi anni ho avuto l’onore di conoscere personalmente le persone che lavorano all’interno e toccare con mano la loro voglia di instaurare sempre più consapevolezza nelle persone che è ciò che con il tempo rimane». «I servizi sociali sono spesso chiamati ad agire in un contesto in cui è più facile cercare delle scorciatoie - ha proseguito il vicesindaco - e così facendo la mole di lavoro cresce esponenzialmente. È importante sviluppare anche il concetto dell’abitare, che credo sia uno dei punti centrali delle difficoltà del nostro tempo, con gli sfratti o i pignoramenti che i servizi sociali sono spesso costretti a fare. La crisi dell’abitare è una crisi che colpisce l’uomo nel proprio contesto sociale e famigliare, che porta allo sviluppo di concetti come l’intolleranza, l’indifferenza o lo scontro che viene fatto attraverso i social network, come se le parole dette su quelle piattaforme non avessero importanza». «A degradarsi nelle città non sono soltanto i luoghi in cui viviamo - ha concluso il vicesindaco Sassi - questi sono l’ultima cosa che si degrada. A degradarsi sono prima di tutto i valori, le culture, le espressioni e le parole. Da cattive parole non possono arrivare buone azioni. Il contesto che viene creato nel momento del primo approccio con le persone è fondamentale e questo progetto fotografico è la testimonianza autentica di ciò che i servizi soiali svolgono».

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