Vincenzo Bertolini «Lo vedevo come un grande capo»
Nella vicenda del “Chi sa parli” Otello Montanari ebbe al suo fianco Vincenzo Bertolini, che era stato segretario della federazione provinciale del Pci dal 1983 al 1989 e ne guidava l’ala migliorista,...
Nella vicenda del “Chi sa parli” Otello Montanari ebbe al suo fianco Vincenzo Bertolini, che era stato segretario della federazione provinciale del Pci dal 1983 al 1989 e ne guidava l’ala migliorista, favorevole al dialogo con il Psi di Bettino Craxi. Nel 1990 al vertice della federazione era subentrato Fausto Giovanelli. Dopo la denuncia di Montanari, che citava il caso Vischi, Bertolini intervenne sullo stesso giornale segnalando il calvario di Germano Nicolini. «Scrissi – ricorda – che c'era un innocente condannato ingiustamente con una famiglia distrutta e che si doveva in qualche modo rendere conto della verità. L'aspra accoglienza che Montanari ricevette dimostra che nel Pci reggiano esisteva un clima omertoso. Lui ebbe il coraggio di denunciare. Nei primi giorni non si espose, ma poi si battè come un leone per la riabilitazione di Nicolini. Le ritorsioni non si fecero attendere. Io stesso persi la tessera onoraria dell'Anpi, che mi veniva conferita come ex-segretario». Bertolini, più giovane di una ventina d'anni, l'aveva conosciuto negli anni ’70 e aveva presto imparato ad apprezzarne le qualità: «Io che ero un semplice funzionario – ricorda – lo vedevo come uno dei grandi capi. Malgrado l'aspetto altero era molto spiritoso e si divertiva a cimentarsi al braccio di ferro con il giornalista dell'Unità Otello Incerti».
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